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January 31 100 canzoni parte 2 di 5 ( canzoni da 21 a 40 , da L’Immenso a Traslocando )Una piccola breve nota prima del post vero e proprio…ancora una volta , l’ennesima purtroppo , devo scusarmi con le persone che in tutti questi giorni , dalle feste ad oggi , sono passate da me e alle quali non ho mai potuto rispondere.. mi riservo di scrivere a tutti e rispondere finalmente con calma fin da domani notte o domenica notte ( questa volta devo ringraziare tra le altre persone , sperando di non far torto involontariamente a nessuno , Elisa , Antonella , Wampiretta , e in particolare Paola ed Ivana...Paola con i suoi splendidi versi...versi a dir poco significativi.. ed Ivana , le cui parole , mi hanno davvero colpito e , sinceramente , commosso .. mi sento imbarazzato in senso buono , non credo di meritare l’importanza di queste frasi , o le belle parole che mi vengono rivolte.. comunque sia che devo dire.. dopo tanti giorni è stato davvero bello tornare qui e trovarle...grazie veramente , e di cuore....). Non ho passato un bel periodo e non lo è nemmeno ora … personalmente non sono stato molto bene e purtroppo , da pochi giorni , ho perso una persona a me cara.. dopo una breve , ma cattiva , agonia un mio parente non c'è più... un paio di frasi , tra tutte quelle che ho aggiunto nelle varie “ rubriche “ ( Ho detto/Hanno detto ecc ) del mio blog sono sue..un piccolissimo , ma doveroso , e affettuoso , ricordo della sua persona.. oltre alla stanchezza e alla disillusione anche questo evento non ha giovato al mio morale , e la fatica quotidiana per inventarsene uno passabile , accettabile , non è sempre semplice . Comunque sia sono qui , ci sono , non sono distante per così dire , e come sempre faccio e farò sempre il possibile per esserci , un abbraccio grande a tutti . PS.. Approfitto per spiegare qui anche una piccola cosa , e della quale mi è stato chiesto il senso una notte tempo fa su Messenger.. il senso di una frase che avevo scritto.... la frase in questione , e che allora avevo accanto al mio nick , era “ Mh !! Fosse morto per le botte che mi ha dato ?!? “ ...frase da me riferita con ironia a tutte le persone scomparse , più di una , e che non hanno esattamente lasciato ferite da poco…e l’ironia appare ancora più lampante , e definitiva .. una volta saputo da dove ho preso questa battuta …dal film di Alberto Sordi “ Detenuto in attesa di giudizio”. E’ la storia di un professionista delle imprese edili che , di ritorno in Italia dalla Svezia , una volta arrivato al confine italiano viene incarcerato improvvisamente ..senza riuscire mai a sapere il motivo o il perché dell’arresto e della detenzione…finché , mentre viene trasferito in treno nell’ennesimo carcere , a Sordi viene detto che lui sarebbe il responsabile della morte di un tedesco…a Sordi la cosa appare assurda e fuori dal mondo…non sa capacitarsi…nemmeno il nome del tedesco gli dice assolutamente nulla…allora , cercando di dare una logica alla folle realtà che affronta , crede di individuare quella sua fantomatica , presunta , vittima in un soldato tedesco da lui incontrato nella seconda guerra mondiale…solo che , c’è un problema non da poco , quel soldato infatti se ne andò sano e tranquillo... dopo averlo riempito di botte…e dunque Alberto Sordi qui si chiede all’improvviso “ Mh !! Fosse morto per le botte che mi ha dato ?!? “. Per quanto mi riguarda nessuna altra frase più di questa è capace , con lucida e divertita ironia , di dare uno sberleffo più totale , sublime e finale a tutti quei paradossi da squallida barzelletta , che ogni tanto , la vita ci mette davanti , o a fianco . Un abbraccio di nuovo. 21 – Negramaro “ L’immenso “ Canzone che ricorderà a me , e per sempre , una delle vette più significative mai raggiunte nella mia vita , e cioè il primato assoluto del paradosso più crudele e tragicomico . Può infatti l’immenso , che si dice tale , esser capace di inciampare su di una oliva greca ? O barattarsi per il suo nocciolo ? Alla coscienza ( ? ) altrui la risposta . E , dunque , nessuna risposta .
22 – Nirvana “ Smells like teen spirit “ L’urlo rabbioso , e doloroso , di Kurt Cobain esce dai circuiti dei club e dell’underground fino a deflagrare sul tetto degli anni novanta , rendendo d’improvviso vecchio e stantio il rock fatto di lustrini e capelli cotonati , ammiccamenti da video e modelli col microfono in mano . Una scossa che poi ( come il music business impone ) è stata quasi subito tamponata con una dose ancor più massiccia di ballerini e ballerine varie , una dose che ha portato ad effetti senz’altro redditizi ma , non per questo , meno ridicoli o pacchiani . Il mio ricordo qui è di un viaggio nella notte lungo la costa toscana , mentre i miei occhi ancora credevano che dietro le parole del mondo ci fossero luci vere .
23 – Toquinho “ Acquarello “ Una canzone tanto semplice quanto significativa e profonda nelle sue piccole , enormi , verità . Mi rivedo ancora tredicenne col mio pallone sotto il braccio , nel giardino di casa mia a Volterra dove allora abitavo , mentre guardavo curioso , e speranzoso , il muro che divideva la mia ombra dall’orizzonte …quell’orizzonte che si stagliava oltre le nuvole della primavera …e immaginando che fosse proprio quello il muro del quale parlava la canzone . Il muro oltre il quale vedere il proprio futuro , ed incontrare così quella astronave che non ha tempo ne pietà. E per me , in fondo , è stato proprio così. Una canzone per il cuore e per la mente , capace di parlarti sommessa quando il sole è fioco o la notte è ancora troppo lunga .
24 – Claudio Baglioni “ Vivi “ Personalmente non ho mai amato moltissimo Claudio Baglioni , ma questa è una di quelle canzoni che appartiene ad una categoria a se della musica…è uno di quei brani che , al momento della loro uscita , e non si sa per quale misterioso motivo , sono capaci di trovarti per caso , quasi che ti cercassero , capaci di parlarti di ciò che hai o che non hai . Sento ancora l’umido ai finestrini della vecchia Giulietta Alfa Romeo , fermi ad aspettare che il giorno d’autunno arrivasse a compimento , mentre la vecchia e gloriosa radiolina parlava dei problemi delle nuvole e di chi era troppo lontano e sconosciuto perché la sua vita fosse un problema per te .
25 – The Cure “ A Forest “ Impossibile pensare al movimento dark degli anni 80 ( o alla musica stessa di quegli anni ) senza tener conto di questo autentico , lugubre e desolato , gioiello…in note non è altro che l’altra faccia del colorato e giovanilistico rampantismo di quei tempi , la distanza senza nome e senza forma tra il ruffiano calore dei riflettori e il silente abbraccio dell’ombra . A distanza di tanti anni mi viene da pensare che se la canzoni da disco/pop erano in qualche modo speranza , e anelito , dei ragazzi di quel tempo… con i sogni , e le presunte ( spesso presuntuose ) certezze , di una vita da passare nel sorriso e nel sole , nel bello e nel disimpegno.. in realtà però , una volta lasciate le vocianti e ridanciane strade , una volta chiusa la porta al mondo e al giorno dietro le loro spalle , ad attendere e a far pensare quei ragazzi non ci fosse la voce di Madonna , ma quella di Robert Smith ….la speranza , comoda , era che la voce di verità fosse quella di “ Like a virgin “ .. e non quella scomoda di “ Seventeen seconds “ o Pornography “ .
26 – The Police “ Every breath you take “ Di uno dei dischi che ha avuto più fortuna nella storia della musica pop/rock di sempre ( e cioè “ Synchronicity “ ) questa canzone ne è indubbiamente il manifesto , il brano più celebre e famoso , all’epoca accompagnato da un riuscito , e suggestivo , video in bianco e nero . Ultimo grande colpo di coda dei Police , prima che le derive personalistiche ed egocentriche ( o il semplice esaurirsi di una forza compositiva .. l’altrimenti chiamato “ ormai abbiamo detto tutto quel che dovevamo , o potevamo , dire “ ) portassero alla fine del gruppo inglese . Ricordo quando , in quella stupenda estate del 1983 , me ne stavo con un gelato in mano ad ascoltare le note di “ Every breath you take “ uscire da un vecchio jukebox , tra profumi di sole e menta , ghiaccio e liquori , mentre attorno a me le persone ridevano e scherzavano in quell’infinito pomeriggio da città etrusca . Era ancora il tempo nel quale ogni secondo pareva durare l’intera vita del sole e delle stelle , tanto che mai avresti voluto dormire , perché tanta era la voglia di portare il tuo sorriso di fronte al cielo.
27 – Franco Battiato “ La cura “ Una delle canzoni più belle che si possano ascoltare sull’amore e di quel , profondo , reciproco , sentire che si possa trovare nella vita con un'altra persona , romantica ma con un sottofondo ( neanche troppo inavvertibile ) di realismo , in alcune frasi , che è un po’ la cifra stessa del grande autore siciliano . Canzone pericolosissima da regalare … non è proprio una cosa da offrire a cuor leggero…( esattamente come “ Almeno tu nell’universo “ di Mia Martini ) il suo messaggio infatti va maneggiato con estrema cura ( e il gioco di parole qui è tutt’altro che casuale ..) , sempre meglio esser ben sicuri dell’effettivo valore della persona che la riceverà , altrimenti lo scotto da pagare potrebbe essere assai amaro . Il mio rapporto con questo brano è in effetti molto sfortunato in questo senso …una volta , anni fa , l’ho regalata ma neanche c’è stato fatto caso..( l’importante era che il cd fosse di gran prezzo e non economico )… l’occasione successiva che ho avuto tempo dopo , di poter cioè tornare a regalarla per una seconda volta, e ad una altra persona …beh…alla fine ho preferito soprassedere .. e a ragion veduta direi … posso dire infatti di essermi risparmiato una ( ulteriore ) delusione a dir poco ridicola .
28 – Dee Dee Jackson “ Meteor man “ Questo è un brano che ha un po’ seguito la stessa sorte della sua interprete , e cioè l’oblio ( o quasi , fatta eccezione cioè per alcuni gruppi di fans , o per altri mercati discografici , come si può vedere se si fa una veloce ricerca su internet ) . Godibile e piacevole disco/pop , in stile science fiction , anni 70 esordì sul mercato al momento dell’esplosione degli anime giapponesi sulle tv private e nazionali , tanto che non fu difficile per questo brano sfruttare ( più o meno consapevolmente mettiamola così ) l’appeal che la fantascienza in generale aveva generato in bambini e ragazzini . All’epoca ha avuto anche diverse imitazioni , sia per quanto riguarda il brano sia per il modo di vestirsi dell’interprete . Ricordo ancora quando , la sera in camera mia , mettevo il 45 giri del brano nel mio “ mangiadischi “ rosso e fantasticavo , ingenuamente come il bambino che ero , di sfidare chissà quali mostri spaziali per riuscire a salvare la cantante di questo brano.. specialmente dopo aver visto ( qui non ricordo molto bene lo confesso ) o una sua esibizione di “ Meteor Man “ in tv a Domenica In o una specie di proto-video , con tanto di effetto scia tipicamente anni 70 . Dopo quella esibizione capii che , in vita mia , non avrei mai potuto fantasticare di salvare cantanti di sesso maschile……..
29 – Adriano Celentano “ Azzurro “ Per quanto mi riguarda , ovviamente anche grazie all’estro di Paolo Conte , la canzone perfetta di Adriano Celentano.. di presa immediata , facilissima , ma non per questo banale .. con immagini spesso surreali ma in equilibrio perfetto con la comprensione del testo… e questo succede solo quando la musica leggera ha davvero una sua dignità e un suo valore.. in perfetto equilibrio tra la pomposa pesantezza dell’impegnato e l’impalpabile vacuità della leggerezza . Rammento quelle sere adolescenti quando , prima di uscire , mi passavo la “gommina “ nei miei ( allora ) lunghi capelli cantando Azzurro…erano i tempi del ritrovarsi la sera prima della passeggiata a giocare col biliardino ( o calcetto , o calcio balilla ) a casa del mio amico Luca…della mia brevissima esperienza in una scuola di ballo…e che terminai in una sera , incavolato , quando mi cambiarono proprio dalla partner che a me piaceva parecchio…si sa , del resto le motivazioni sono importanti……..
30 – Kate Bush “ Running up that hill “ Sulle note di “ Running up that hill “ è come se , in qualsiasi momento , e quando voglio , potessi ancora sentire i rumori di mia nonna che in cucina , di pomeriggio , prepara i biscotti , del profumo della loro pasta , del forno che si accende…se ci sono delle canzoni che riportano sempre alla tua coscienza dei momenti , semplici o meno che siano della tua vita , “ Running up that hill ” per me rientra a pieno diritto in questa categoria… ogni volta è un istante che non posso condividere con nessuno .. un istante che è solo mio , perduto per sempre per la realtà… ma che , eppure , sa sempre ritornare così forte dentro di me..
31 – Vasco Rossi “ Splendida giornata “ Quando Vasco non si era ancora del tutto rinchiuso nell’armatura ( seppur dorata e spesso con merito ) del rocker , nella sua fase più giovane e cantautoriale sapeva regalare gioiellini come Splendida giornata.. che io ho sempre preso in maniera molto personale…come un piccolo inno al voler vivere , alla bellezza di ritrovare il sole la mattina dopo…alle opportunità di conoscere , e amare , chi saprà dire il tuo nome senza neanche pronunciare una sola sillaba…ammetto che magari è un po’ una forzatura rispetto allo “ sconvoltismo “ del Vasco che affiora anche in questo occasione , ma è così che io ho sempre vissuto queste sue note. I miei ricordi son legati a giorni giovani come acqua di primavera , dove tutto era ancora semplice e dove anche la gioia sapeva esser semplice .. prima che l’inutile , crescendo proprio come tutti gli altri su questo mondo , diventasse una vertigine eternamente ripiegata in se stessa , e senza capacità di sfuggirle.
32 – Fabrizio De Andre’ “ Via del Campo “ Questa è stata , probabilmente , la prima canzone di Faber che io abbia potuto sentire , con tempo e attenzione , in vita mia .. e questo grazie ad una insegnante di musica durante la sua ora di lezione del sabato…che dire o aggiungere.. è la vita che si fa letteratura e che viene sparsa nel vento di tutti grazie a voce e note…per alcuni la canzone di una puttana…per altri una canzone seminale . Via del Campo è infatti una delle ( tante ) canzoni di De Andre’ capaci di svelare la vera composizione di quei terreni che volevi rendere fertili .
33 – Pink Floyd “ Another brick in the wall part 2 “ Alla fine degli anni 70 il gruppo inglese è al vertice assoluto della sua popolarità ( anche se forse non più ai vertici compositivi come ai tempi di “ Ummagumma “ “Atom earth Mother “ o “ Dark side of the Moon “) e al nome della band ormai si associa un senso di leggenda , rispetto e fascino quasi mistico … un “ sentire “ da parte delle persone e del pubblico che ben pochi altri gruppi hanno potuto dire di aver avuto nella loro carriera ..il doppio , storico , lp “ The Wall “ celebra il loro status di band planetaria e mette , per l’ultima volta assieme , in modo eccellente e organicamente inscindibile , il particolare cosmic sound da una parte e gli incubi e ossessioni di Roger Waters dall’altra . All’epoca ricordo di esser stato affascinato dall’inquietante video del singolo “ Another brick part 2 “ in un primo pomeriggio , dopo pranzo ( in una delle primissime trasmissioni che iniziavano a mostrare i primi effetti , per così dire , dell’onda lunga dei video musicali che di lì a poco avrebbe travolto tutto ) , del resto qualsiasi ragazzo che si trovasse a scuola in quei tempi non poteva non pensare , con un brivido , a quanto ascoltava e vedeva ..la chitarra di Gilmour pareva suonare anche per lui , mentre l’inquietante ruota del video restava ad oscillare nel nulla . ( Un ulteriore curioso ricordo che ho , e che oggi mi suscita un sorriso , è che subito dopo quella trasmissione andò in onda un “ prossimamente “ , i trailer dei film in uscita nei cinema , e apparve il trailer di quello che oggi è un cult dei film di animazione , ibrido di sci-fi e musica rock , “ Heavy Metal “..alle evidenti scene di non troppo implicito erotismo ricordo il disappunto improvviso di mia nonna.. della serie “ ma che tempi !! “…eh si nonna mia …che tempi…per tante cose assai migliori di quelli di oggi…e son convinto che oggi , se potessi , rideresti anche tu delle poche scene di quel trailer…quelle scene lì oggi non scandalizzerebbero più nessuno , anzi , forse farebbero perfino tenerezza.. )
34 – Ico “ Ending theme “ Da uno dei videogiochi più originali e particolari mai usciti per la Playstation 2 ( titolo oggi quasi introvabile ) “ Ending Theme “ è la canzone che per così dire omaggia colui che arriva a risolvere il gioco , a vederne appunto il finale…una canzone molto dolce e con un testo davvero appropriato , una piccola , inaspettata , sorpresa…dopo aver vissuto le vicende del gioco è inverosimile non sentirsi coinvolti dalla sua musica semplice e colpiti dalle sue parole…per me è il ricordo di giorni lontani di pochi anni nei quali ho ripreso lentamente ad andare avanti , a guardare oltre…e che mi hanno anche portato a scrivere qui . Non ho trovato , come nel gioco , la fanciulla appesa nella gabbia dell’enorme fortezza abbandonata al vento e ai fantasmi d’ombra ..la fanciulla da prendere per mano…no… ho solo trovato cuori di carta marcia e sangue di nebbia , vuote mistificazioni , gabbie da sempre a terra , o gabbie già cadute e infettate di ruggine .. ma io non dispero , perché dovrei in fondo , la fortezza è tanto grande….
35 – Patrick O’Hearn “ Patience my friend “ Da uno dei componenti di una , oggi , semisconosciuta pop/rock band degli anni 80 un suggestivo brano strumentale molto new age.. “ Patience my friend “ è davvero , almeno per il mio gusto certo , uno strumentale decisamente di atmosfera , sognante…ma senza per questo essere ampolloso , o dichiaratamente noioso , come molta della normale produzione ambient e new age degli ultimi anni novanta ..un brano da ascoltare da soli e di notte...quando i ricordi belli e quelli brutti soffiano dentro di te , senza mai trovare un equilibrio .
36 – Garbo “ Radioclima “ Canzone assai meno conosciuta della vecchia , grande , hit “ A Berlino .. “ , è stata per me , per il me “ adolescente “ , un piccolo evento di metà anni 80 … ricordo di averla sentita innumerevoli volte attraverso le casse del mio radioregistratore Aiwa mentre , guardando fuori dalla finestra della mia camera , guardavo la luce del lampione ondeggiare nella sera del ventoso , e freddo , inverno…ad ascoltarla oggi non è molto di più di un buon pop/dance , con testo dark e sfumature alla Japan di David Sylvian .. ma , allora , era per me un emozione inesprimibile , ingenua se si vuole , ma pur sempre emozione . Il limite maggiore di Garbo ( oltre a non smarcarsi in fretta dal ruolo di epigono più o meno consapevole , e strumentale , dei Bowie e dei Sylvian ) è forse stato quello di ritrovarsi in un mercato discografico come quello italiano , dove spesso e volentieri sono contemplati solo gli estremi in un senso o nell’altro.. il facilissimo alla Amore/Cuore o il cantautorato duro e puro.. la dance da un fine settimana o l’avanguardia rock/metal …a tutti gli altri l’onere di cercare di sopravvivere in piccole nicchie…spesso nemmeno più visibili .
37 – Daitarn III sigla iniziale Tra le canzoni per me più importanti ( e , ricordo , non necessariamente le più belle per me in assoluto ) non poteva certo mancare questo classicissimo dei cartoni giapponesi anni 70 , imprescindibile e inevitabile per tutti quelli della mia generazione…erano i tempi nei quali tutti noi ragazzini accorrevamo davanti alle tv al solo sentire queste note…canzoni fatte di solito da turnisti degli studi di produzione , sotto pseudonimi o nomi di improbabili band , spesso con riferimenti nei testi del tutto estranei al cartone che andavano a presentare ( abitudine del tutto italiota ) . Assieme ad alcuni altri brani simili si gioca senz’altro il posto tra le migliori canzoni di quel genere , se non per la migliore in assoluto . Canzone ancora oggi carina e piacevole nonostante l’evidente fanciullezza del tutto , è un reperto di tempi lontani anche in senso strettamente discografico , visto che in questo settore di mercato sarebbe poi avvenuta , in seguito , una sorta di omologazione con le onnipresenti interpretazioni di Cristina D’Avena .
38 – Sylvie Vartan “ Graine d’ortie “ Bella , quanto da noi oggi del tutto sconosciuta ( e praticamente introvabile come singolo ) canzone di Sylvie Vartan , “ Graine d’ortie “ era la sigla di un breve telefilm ad episodi di produzione francese . Telefilm rivolto ad un pubblico infantile , di bambini , ma molto carino e ben fatto , forse una delle migliori produzioni del genere mai fatte in Europa , nonostante il fatto evidente che , se riproposto oggi , dopo tanti anni , probabilmente sarebbe considerato fin troppo ingenuo e povero per i gusti odierni . Per me è il dolce ricordo di merende serene e di quelle tv dei ragazzi fatte principalmente per i ragazzi , e un po’ meno per i rapaci istinti degli sponsor. Per chi ha la curiosità può però trovare questa sigla , con appunto la canzone di Sylvie Vartan , su YouTube .
39 - Morcheeba “ The Sea “ Tra i gruppi musicali che in qualche modo sono usciti alla ribalta dopo la metabolizzazione , o il vero e proprio riflusso , del fenomeno Grunge ( Nirvana su tutti ) troviamo , tra gli altri , il trio dei Morcheeba. Sull’onda dell’imperante Trip Hop ( Massive Attack , Portishead ecc ) i Morcheeba , pur con esiti alterni e alle volte troppo commerciali , hanno fatto comunque in tempo a disseminare in questa onda alcune vere e proprie gemme , e “ The Sea “ è meritatamente tra queste ( oltre ad esser già , probabilmente , la loro canzone più nota ) . Il lavoro di post produzione che sta alla base del brano , come spesso in altri rappresentanti dello stesso genere , può forse tendere a rendere un po’ meccanico l’ascolto del brano a discapito della sua melodia , attuirne un po’ la sua fruizione più istintiva , ma resta comunque un brano suonato e cantato con grande classe , merito non da poco .
40 – Ivano Fossati “ Traslocando “ Canzone bella anche nella cover di Loredana Bertè ( per quanto qua e là forse fin troppo grintosa , niente a che vedere , a mio parere , col sussurro melodico e profondo di Fossati ) . “Traslocando” non è semplicemente una canzone , in realtà è una piccola porta che si apre sul quotidiano di tutti , tra dolori da allontanare e gioie da trovare o ricercare , e che esse siano nel futuro o nella memoria non importa … eternamente sulle scale di un trasloco , a sedersi o a correre su per i gradini dell’avvenire o del passato , nella speranza che dai mobili che nemmeno ricordavi più di avere , e che ammassi sulla soglia o sull’addio … possa scivolarti tra le mani una lettera che per ceralacca abbia la felicità . Lou Sedgwick 2009
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