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    October 23

    Effetto Notte 06 " Talk Radio "


    On air.

    Così tante volte ho letto questa frase nel display , così tante volte l’ho sentita dentro di me , proprio come uno schiaffo o un sorriso , come l’inizio di un viaggio senza bussola o la fine di un attesa senza speranza.

    Ricordo ancora la prima volta… il primo istante che quel piccolo , ma perentorio , lampo s’incendiò di rosso…ne riuscii ad avvertire la sfolgorante scarica fin dentro il polveroso nido dei miei sogni più dimenticati , fin dentro la mia gola arida di vita e di orizzonti , da sempre smaniosa dell’aria dai tanti colori che solo le tempeste più distratte lasciano dietro di sé .

    Barry , il semplice commesso di un negozio di vestiti … lo sconosciuto , polemico , chiacchierone di uno dei tanti negozi di Dallas era finalmente arrivato ad essere vivo , dopo aver passato l’ intera esistenza a fingere di respirare , all’improvviso si trovava lassù …nell’equilibrio mormorante delle onde radio , dove ogni nuvola recava con se le lunghe ombre di mille e mille parole .

    Già , era proprio così , non potrò mai più dimenticare il Barry che ero in quei primi anni , quando ogni telefonata portava sempre un pezzo di cielo diverso , dal sapore ogni volta sconosciuto , quando la mia stessa pelle non era nient’altro che un mosaico di voci .

    Ogni tanto , mentre dormo , e il quotidiano si affievolisce indistinto dentro il sussurro colorato del sonno , qualcosa di me cerca ancora di trovare una strada , una via che porti di nuovo a ciò che ero , a ciò che dentro di me è sepolto , interrato sotto l’umido grigio cenere di sottoscala senza fine, di cantine troppo vuote per esser così ricolme di echi disarmonici .

    Non so se mai riuscirò di nuovo a trovare in me quel Barry , io so solo che lo vorrei tanto … perché vorrei almeno un frammento di quei giorni …sì , una scheggia dal fiato luminoso…una scheggia dei giorni sfuggiti al maglio della rabbia e all’incudine pesante dell’impotenza .

    Chissà se da dietro il suo pesante vetro insonorizzato Stu si accorge , se si rende conto di cosa mi passa dentro gli occhi ogni volta che mi siedo davanti al microfono , chissà se la mia controparte tecnica ha la più vaga idea del mio respiro corto e pesante , mentre con i suoi gesti mi dà i tempi della trasmissione , mentre si affanna a mettere cassette di spot pubblicitari o di canzoni che nessuno ascolterà mai veramente .

    Stu è con me fin dai primi tempi , fin dai primi momenti di questa radio cittadina , di questa emittente sempre in perenne attesa di passare al circuito nazionale…anche Stu fa parte in qualche modo di quei giorni così lontani , di quei momenti  che adesso non so più inseguire nemmeno nei sogni ..per questo mi dico che almeno Stu avrebbe dovuto accorgersi della differenza , almeno lui avrebbe dovuto rendersi conto della rabbia che mi ha avvelenato la voce .

    “ Barry … è soltanto uno show …nient’altro “ questa è stata la sua frase , quando ho cercato di fargli capire che nella mia voce non ci può essere soltanto rabbia … che il mio respiro non può essere incatenato per sempre al triste giogo dell’impotenza , perché se non so dare luce non riesco ad averne per me …perché se questo non è possibile vuol dire essere sconfitti , e poco mi importa se è proprio la sconfitta a far salire l’audience , se proprio il perdere il valore delle parole e dei pensieri voglia dire vincere numeri e statistiche .

    “..soltanto uno show…” Già , forse è proprio così , forse è sempre stata questa la verità , mi chiedo se quei tempi lontani erano solo il frutto di un'altra persona , di un'altra vita , di un sentire che non ha mai avuto motivo , o scopo , di essere .

    Mi rendo conto che  Stu non mi ha capito , non mi ha mai compreso , eppure , paradossalmente , ha sempre avuto ragione …. e la sua ragione più vera era da sempre celata all’interno di una frase banale , come un oscuro coccio d’orizzonte nascosto nel riflesso di un bicchiere da mezzo dollaro.

    In fondo sono qui , davanti a questo microfono , con le orecchie chiuse nel sommesso rumore di fondo delle cuffie , in attesa della prima telefonata che mi passerà , proprio perché lui ha da sempre avuto ragione e io ho da sempre avuto torto …il mio lavoro si basa su di una consapevolezza talmente banale , e lampante , da non essere altro che un meccanismo come un altro…qualcosa che fa parte del motore del mondo , come l’acqua rutilante lo è di un fiume di primavera , qualcosa che Stu sapeva da sempre e senza neanche bisogno di comprenderlo .

    “ Voci della notte “ non è lo spettacolo radiofonico dove si sente la mia voce polemizzare , o  arrabbiarsi , con una folla sempre più eterogenea di sconosciuti anche a se stessi , “ voci della notte “ è semplicemente la fredda scintilla che provoca il movimento di un ingranaggio eterno e inavvicinabile , quello della perfetta inutilità del comunicare , dove ogni parola o pensiero può essere condivisa , o compresa , solo per ipotesi e circostanza , nient’altro.

    Ogni cosa che ho cercato di dire , ogni cosa che ho cercato di riflettere , non ha mai avuto ali per nessun volo , e non avrebbe mai potuto averne  , perché non esiste alcun cielo dove poter smarrire , consapevoli e corrisposti ,  il proprio orizzonte ..esistono solo cieli di carta spiegazzata , gonfi d’aria , realtà pneumatiche , dove una parola più aguzza rischia sempre di forare , mai di accrescere .

    Di tutto questo me ne sono reso conto con angoscia l’altra notte dopo essermi divincolato tra sussurri e urli di provocatori e maniaci , di svampite nullità , degli  ubriachi di tutto quel che non serve ,  dei logorroici divoratori di ego altrui in sostituzione , o giustificazione , del proprio , delle perenni martiri di amori perennemente , e obbligatoriamente , dolorosi … dei quali poter poi andare orgogliose in attesa di avere in premio altro dolore .

    Mi sono reso conto dell’ineluttabilità del meccanismo quando , alla fine , ho chiesto , implorando al microfono , che chiunque sentisse il bisogno insopprimibile di dar vita alla sua vera , autentica , parola ne aveva la possibilità , e che l’aveva sempre avuta … com’era possibile …com’era possibile non essersi mai accorti  che io ero lì per quel qualcuno , che il microfono era sempre stato aperto per quel qualcuno…sempre e da sempre…che chiunque avrebbe potuto dirsi davvero vivo finché fosse stato in grado di pronunciare se stesso …che non è la stessa cosa che dire il proprio nome .

    Dopo quel che ho detto , pochi secondi dopo,  in molti hanno chiamato…sì certo , questo è vero … com’è vero che Stu ha dovuto fare i salti mortali per organizzare tutte le telefonate .. ma alla fine nessuno ha compreso  … nessuno ha compreso , non quel che io chiedevo loro , ma quel che loro avevano il diritto di rivendicare per se stessi …sempre e ovunque , anche fosse in uno show .

    In molti hanno chiamato , ed è solo questo che importa per l’audience , e per la proprietà dell’emittente…che importa che ,  alla mia domanda , abbiano risposto unicamente per raccontarmi barzellette , per chiedermi consigli sul taglio di capelli , per offendere cose o persone , per raccontarmi storie di letto…che importa…

    Credo solo che ricorderò per molto tempo la faccia di Stu dall’altra parte del vetro , con la sua sigaretta ormai floscia a incorniciare degnamente il suo sardonico e divertito sorriso…un sorriso di consapevolezza senza soluzione , senza alcuna voce possibile…..

    Forse in molti sanno da sempre quel che io invece non voglio dire a me stesso , o quel che ancora non voglio dirmi…non lo so…forse ogni mezzo che serve a veicolare noi stessi in realtà è un lusso inutile , del tutto accessorio , perché non c’è mai stato niente da veicolare in noi…forse è una potenza che invece di darci profondità ci fornisce solo ristrettezza  , una macchina di ricchezza che regala solo povertà…o forse veicola e amplifica ciò che non abbiamo e ciò che non siamo , la sola cosa che , paradossalmente , riusciamo a pronunciare di noi stessi .

    Chissà.

     

    LouSedgwick

     

    Il film del regista Oliver Stone “ Talk Radio “ del 1988 è , a mio parere  ingiustamente , uno dei suoi lavori meno famosi , questo forse per l’assenza di attori di primissimo piano , per esser stato girato in gran parte in interni , e con impostazione un po’ teatrale ,  o semplicemente per essere stata una scelta controcorrente nella sua carriera , venuta poco dopo il successo da blockbuster avuto invece con “ Platoon “ .

    Talk Radio è un film che , nato in un epoca dove internet , chat e blog erano strumenti ancora di là da venire ( o almeno non certo come li conosciamo oggi ) riesce a far riflettere sulle barriere che si frappongono nella comunicazione tra esseri umani , nella condivisione del nostro noi stessi con quello altrui , e indipendentemente dal mezzo usato.. alcuni spunti di riflessione nel film sono tutt’ora attuali , e certamente in gran parte privi di soluzione , specialmente se li usassimo per interpretare il fenomeno delle chat di oggi.

    La risposta che Talk Radio suggerisce sul problema della comunicabilità/incomunicabilità è una risposta forse realistica ma senz’altro amara e pessimista ..risposta che però non mi sento di accogliere del tutto … mettendomi nei panni del protagonista Barry ho sì inevitabilmente “interpretato” questo pessimismo che permea di se tutto il film, ma alla fine tuttavia preferisco lasciare con un “ Chissà “ ..come fosse una porta che , seppur non spalancata , resti comunque socchiusa per la luce della speranza che voglia entrarvi….

     

    Prendo l’occasione di questo mio post per ringraziare , veramente commosso ,  tutte le persone che sono venute a lasciarmi un commento per la mia poesia del 27 settembre… a tutte queste persone va il mio più affettuoso “ grazie!! “

    Nei prossimi giorni sarò davvero felice di rispondervi, in alcuni casi di venirvi a trovare per la prima volta , e chiedo scusa a tutti se non sono riuscito a farlo in questi ultimissimi giorni , ma tra disservizi e problemi vari non sono riuscito ad avere il tempo e la calma per farlo …. infatti a me riesce molto difficile passare solo per lasciare un saluto o per far numero , che io riesca o meno alla persona che vado a trovare voglio poter lasciare qualcosa di più di me .. e voglio poterci essere con tutto me stesso per quella persona in quel momento , è il mio modo di rispettare quella persona e le sue parole .

    Ringrazio poi chi mi ha aggiunto su Messenger o mi ha fatto la richiesta di amicizia..ma in alcuni casi , come per la richiesta di amicizia , purtroppo non mi è arrivato nulla….a volte son cose che succedono e nessuno sa spiegare bene il perché…cmq sia , nessun problema , appena passo a trovarvi cercherò di fare io la richiesta .

    Ancora un grazie grande , e affettuoso ,  a tutti ! :-)

    A presto !

     

    LouSedgwick