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April 29 Effetto Notte 05 " Il miglio verde "A volte la notte è così corta e breve che puoi vederci dentro tutto quello che gli altri immaginano di te , così lesta e fragile che ti può capitare di inciampare nell’ultimo sogno di una stella , nient’altro che una cicatrice di luce , ubriaca di cielo e tempeste , di rinascite senza tempo e ritorni senza strade . Si , ci sono stagioni sotto le cui volte , arcuate , e senza ombre , puoi davvero tenere nel palmo della tua mano tutta la notte , tutta quella che i tuoi polmoni sono stati capaci di respirare , o che la fantasia di un amante ha saputo disegnare per te , con i colori rubati alla menzogna e al rammarico . Ma non sempre puoi avere questa fortuna . Non sempre puoi serrare la tua mano sul piccolo cuore della signora dalle vesti di fumo , e giocare con lui , come fosse una goccia che non conosce vapore , senza paura e senza fuga , senza poter scivolare via tra le tue dita come il volo di polvere troppo fredda . Perché altre volte la sorte non ti sorride , perché altre volte la notte è così lunga e sterminata che ogni tua parola muore ancor prima dell’eco , e ti lascia solo e nudo sul margine dell’infinito , a veder passare immense navi senza luci , cariche di tutto quello che è troppo grande per esser sognato . E questa è proprio una di quelle volte . Una di quelle dove il sole non saprà risplendere negli occhi del mondo per troppo tempo , per così tanto tempo che nemmeno la speranza più pura , e dolce , saprà richiamarlo prima da laggiù , da dove le colline oltre la mia finestra si celano nel buio di un destino inaccessibile . Quanto vorrei esser lontano da qui … da questa infinita oscurità … e quanto vorrei poter abbandonare lungo una strada senza solitudine il mio nome e il mio volto rugoso , spogliarmi in mezzo alla folla dalla becera indifferenza di quella carcassa che ho per identità , sì , di quel regalo che mi ha fatto John Coffey . Ormai mi accorgo con annoiata insofferenza che i miei desideri sono tanti , forse troppi , e molti , a pensarci bene , sono fin troppo paradossali , fin troppo incomprensibili . Vorrei andarmene in questo stesso istante ma , in realtà , non trovo niente di meglio da fare che tirarmi più su nel letto , e appoggiarmi contro lo schienale , col goffo rumore dei miei dubbi a martellarmi improvviso nelle tempie, rumore che però in nessun modo pare scalfire l’immoto buio di questa camera d’ospizio . Chissà se in questo momento lo sente anche Mr.Jingles…il mio minuscolo amico che riposa nella vecchia baracca lassù , poco oltre le colline , nascosto dentro il caldo cotone di una vecchia scatola di sigari … chissà se anche lui può sentire questo rumore , se adesso anche lui avverte nel suo cuore il freddo bacio del silenzio. Mi chiedo se un topo giocoliere , se un piccolo essere che è ormai vecchio come poche altre cose viventi , e che ancora fa ruzzolare piano dei rocchetti di filo , sia capace oppure no di provare imbarazzo per l’innaturale condizione che da tanto tempo si trova a vivere , se sia capace di capire che ogni giorno il rimpianto non faccia altro che procrastinare , e sempre da più lontano , la sua fine . Grazie a quel miracolo fatto persona che era il gigantesco John Coffey , grazie al suo regalo di salvezza o di conoscenza , io e Mr.Jingles siamo quanto di più vicino all’immortalità ci sia in terra , io e lui siamo due gocce di mistero e di luce che corrono nell’infinita curva di un cielo senza tempo , sempre nuovo e sempre sconosciuto . Ma proprio grazie a quell’innocente ucciso sulla sedia elettrica , sulla scintillante dalle fibbie di cuoio e metallo , siamo anche due condannati all’atroce giogo del rimpianto , alla sofferenza dell’aver mantenuto la vita senza niente di tutto quello che la rendeva davvero tale , alla sofferenza cioè del comprendere che la privazione eterna di senso e scopo , di affetti e persone , è ben peggiore della morte . Regalerei anni come grappoli d’uva fresca e dorata a chiunque ne avesse bisogno ….a chiunque…anche se ne volesse fare mercimonio , perché no , non mi importerebbe …. purché , però , potessi avere in cambio l’esistenza …e non il tempo ….la percezione del significato e non il ticchettio di un metronomo …purché potessi ancora una volta avere un bacio di mia moglie , vedere mio figlio che mi corre incontro per un abbraccio , o sentire le voci dei miei amici risuonare nei corridoi del penitenziario di Cold Mountain . Sì , donerei l’eterno e il suo segreto alla prima divinità che volesse arrampicarsi sul trono più alto dei cieli , e lo farei in un istante , senza esitare …. soltanto per potermi mettere a sedere accanto ad un amico , e farlo finalmente da uomo , farlo col senso di me e del mondo sulla mia pelle … e non più come una somma algebrica senza significato , non più come l’unica foglia verde in un albero sempre più grigio . Ed invece non posso , non posso più , non posso più modificare quel che ho lasciato che accadesse tanti anni fa . Paradossale , e grottescamente comico , il fatto che chi ha tutto il tempo che vuole adesso non sia più in tempo per fare nulla , per fare quel che davvero occorrerebbe…bizzarro e tragico che chi ha tutto il tempo per essere eterno non sia più in tempo per essere vivo..o almeno per essere veramente vivo . Ma almeno di una cosa posso ancora consolarmi , ed è forse l’ultima che mi resta , consolazione amara magari , non so….ma il fatto che sapessi benissimo che l’avrei pagata duramente , e ancor prima di pronunciare tra le lacrime la frase “ avanti col due “ , è consapevolezza che almeno mi evita la squallida sensazione del sentirmi vittima , del sentirmi martire delle circostanze . Avrei potuto far fuggire John Coffey , avrei potuto fermare l’esecuzione in ogni momento , anche contro la sua stessa volontà , e questa è la verità , questa è la pura e semplice verità . Ma non ho fatto nulla di tutto questo , no , non l’ho fatto. Non ho fermato il fulmine che ha incenerito quel miracolo capace di volto e respiro , ho lasciato che il tuono rimbombasse in un cielo di legno e lampadine scoppiate… e questo perché ho avuto paura che l’ordinario mi avrebbe chiesto ragione dello straordinario , perché la mia mano è da sempre piena di frammenti dolorosi e fiammeggianti , perché la mia mano non è nient’altro che la mano del boia . E anche questa , ormai , non è più neanche una verità , è semplicemente una colpa , una colpa da dover espiare per un tempo che si avvicina come ben poco altro all’eternità …un supplizio al quale , al contrario della vita , so dare un senso …ma del quale non so ancora vedere un limite , se mai ci sarà . Del resto ho ben poche speranze che la mia condanna al rimpianto , all’eterno rimpianto , possa mai essere oggetto di grazia … perché la pena da scontare nel mio caso doveva essere esemplare ….e non poteva essere altrimenti … ho lasciato che si compiesse un delitto terribile e sbagliato ….grazie alla mia mano ho lasciato che chi donava vita e speranza ricevesse in cambio la morte e l’odio , la paura e l’insofferenza . Non so se questa notte così lunga e muta vedrà mai la vergine luce del giorno , non lo so , così come non so se questa prigione senza limiti , e senza tempo , avrà mai un ultimo cancello da attraversare…ormai le mie attese e certezze si misurano sull’incalcolabile , e dunque hanno lo stesso valore di un sole vuoto per una farfalla senza ali . Mi limito a pensare a quello che dovrò fare se mai giungerà l’alba . Solo a quello . Dovrò andare a recuperare Mr.Jingles nella vecchia baracca nascosta tra le colline , e con lui andarmene da questo ospizio …. sono qui da troppo , troppo , tempo per sperare di passare ancora inosservato …un vecchio che sa solo invecchiare senza mai morire è troppo bizzarro per lasciarlo a lungo sotto gli occhi di tutti…sì , non ho più scelta , devo trovare un altro posto dove nascondere , per chissà quanti altri anni , il mio dono..e dunque la mia condanna . Mi resta però un desiderio . E me ne concedo il lusso . Un desiderio sopravvissuto alle macerie del vuoto e dell’abbandono senza confine , ai troppi passi che ho fatto lungo questo miglio verde che ha per soffitto il cielo e per pavimento la nostalgia. Vorrei rivedere John Coffey . Vorrei incontrarlo ancora una volta . Sì , anche se so di averlo lasciato morire , anche se so che è quello che voleva , anche se so che sono solo un volgare condannato . Ma vorrei tanto incontrare di nuovo la sua mole gigantesca , e il suo cuore di bambino , in fondo a queste notti senza vento…stringere la sua mano da buon amico negli affollati porti dell’esistere senza sognare , per poi camminare nelle città , e nelle valli , dove gli uomini sanno ancora sperare , senza che nessun ombra carica di nulla possa condannare a morte un miracolo . Io e Mr.Jingles sappiamo che ci sono persone che sono cassa di risonanza di un fiato incomprensibile , di un pensiero che fa germinare vite e orizzonti , che non possono avere dominio ne esser racchiuse tra le virgolette di una frase , eterna o meno che sia . John Coffey era una di queste persone . Ed era un senso che la natura regala alla forma di un idea troppo grande , un senso capace di infettare di sé tutto quello che può esser vissuto o immaginato . Io sono solo un boia , un prigioniero di vita del proprio condannare a morte , nient’altro che quello ..e dunque non so spiegami meglio… ma so che prima o poi incontrerò di nuovo John . Perché so che certe condanne possono essere senza fine . Perché so che lo straordinario è l’unico fiore che non può mai essere reciso .
Lou Sedgwick April 03 " Il sonno del mondo " ( pubblicata nel 1991 )
Lou Sedgwick
una breve nota per tutte le persone che passano a leggermi . Beh breve….diciamo che ci provo dai ! eh!eh!eh! ;-) Ho deciso dopo attenta riflessione , e per motivi personali , di non pubblicare più la mia poesia “ Rivederti ancora lungo la strada del vuoto “ come invece ne anticipavo l’intenzione nell’intervento del 12 febbraio . Mi sento di dire soltanto questo…e cioè che alle volte è un bene , una fortuna , per noi stessi , lasciare certe parole e certe persone esclusivamente alla coniugazione dell’imperfetto . Per passare ad altro devo ancora una volta chiedere scusa a tutte le persone alle quali non ho ancora risposto , e a tutti coloro ai quali da tempo manco dal loro blog , ma questo per me è un periodo molto impegnativo e faticoso , tra pochissimi giorni ho due esami all’università di Firenze , il mio tempo è veramente “ contato “ , non scherzo più di tanto se dico che dovrei studiare anche quando dormo . Infine volevo dire un paio di cose sul mio intervento “ Dreaming while you sleep “ ( canzone dei Genesis ) , la prima è che io in” radio di notte “ , “effetto notte” ecc ( si nota quando scrivo di solito eh ? ;-) cerco di “ interpretare” la sensazione che ricevo da una canzone o da un film , spesso provo anche a “ vedere “ attraverso gli occhi di un personaggio , la situazione che sta vivendo e perché…di mettere me stesso e il mio modo di essere , e sentire , dentro contesti tra i più diversi , riscrivere a modo mio scene e senso di quel che si vede o si ascolta…tutto questo per dire che in queste “ interpretazioni “ c’è , ovviamente , molto di me…certo , guai non fosse così…. ma non sempre c’è tutto di me…nel senso che posso trovarmi a descrivere e interpretare situazioni sì , ma non è detto che in quel che pubblico ci sia tutto il mio pensiero , che il mio pensiero si esaurisca in quel che scrivo e basta , o che la “ percezione interpretata” corrisponda esattamente al mio stato d’animo o alla mia situazione del momento…ad esempio “ Dreaming while you sleep “ mostra sì alcune mie critiche ( ma che di solito son sempre riflessioni con le quali confrontarsi , per chi vuole farlo ovviamente ) , ma certo non accuse…non mi piace generalizzare o sparare nel mucchio ….” Dreaming while you sleep “ non fa di me un misogino ( posizione legittima , rispettabile seppur non condivisibile ok…ma che spesso è solo frutto di un vittimismo esasperato , un piangersi addosso , un sentirsi perseguitati e basta…senza mai aver voglia , o intenzione , di passare un po’ di tempo a riflettere sui propri comportamenti e sul proprio modo di essere… ) … semplicemente perché misogino , per fortuna , non lo sono . Per la seconda cosa , su questo intervento della canzone , mi complimento con la mia amica Didia ( e la ringrazio affettuosamente ) , per aver individuato nel mio scritto un diverso piano di lettura e che , probabilmente , coglie ancor più il senso di..come dire…”situazione limite e chiusa da tutti i lati “ di quel che intendevo “ interpretare” . Cito a questo proposito le parole del suo post di commento “Ho provato a rileggere questo tuo scritto partendo dall'ultimo capoverso ...a ritroso.. ed è strano e affascinante insieme vedere come renda ancor di più l'idea di ciò che vuoi dire: prova a farlo tu stesso.” Nei prossimi giorni spero davvero di aver tempo di scrivere e pubblicare cose nuove ( “ Il sonno del mondo “ che ho messo stasera è una delle mie primissime poesie ) , nel frattempo se non riesco a tornare in tempo sul web , e a passarvi a trovare , vi lascio qui sopra i miei auguri per una buona Pasqua , che sia per tutti voi una festa felice e serena . Un abbraccio , a presto ! Ciao Fede |
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