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    September 27

    Parole buttate via . Senza volto , senza nome .


    “ Dell’oceano e della tempesta , del cuore e del vento “ ( 2004 )


    Io  sono l’oceano che sogna e vola dove il cielo riposa silenzioso

    Dove ogni nuvola non è altro che un riflesso sulla mia pelle umida

    E dove ogni corrente di colori , e di echi lontani ,  sussurra il mio nome

    Perché ogni invisibile corrente

    Che s’infrange in mille gocce d’inchiostro

    Parla di me

    E della calma marea di polifonia che attende all’alveo del cuore

    Per chi ancora sa ascoltare l’orizzonte e le sue storie

    Per quella nave che , dal confine del buio e dell’abbandono , sappia sognare la rotta

    E voglia rivestire il suo legno e il suo fasciame con le sfumature delle mie onde

    Io sono il mare che mormora sereno e luminoso nei pomeriggi d’estate

    Quando le tende di città assolate stormiscono lente nei vicoli e nelle strade

    Col ritmo della creta e dell’ombra

    Col profumo che le dolci visioni del tuo sonno lasciano nell’arrivo della sera

    Io sono l’onda

    Sono l’onda di una tempesta ferita

    Scalciata da una terra troppo buia e fredda per avere acqua

    Sono la tempesta nascosta e impaurita 

    Amara come il sale di un giorno solitario e senza meta

    Pesante come l’acciaio che ha innervato di sé i miei flutti

    Ma sono anche la risacca dal suono di luce e vento

    Perché questa è la mia verità più grande

    Al di là di ogni dolore e rammarico

    Perché io sono la risacca che viene a depositare stelle d’amore ai tuoi piedi

    Affinché la tua ombra si distenda dove io possa abbracciarne gli scalzi colori

    E l’aria della notte senza luna più non riesca a tagliarti il cuore

    Tu sei una bufera che canta e grida dove le strade hanno finestre chiuse

    Dove i fiori di cristallo e vento profumano dei tuoi pensieri più dolci

    E nelle tue tasche stringi la polvere di universi senza nome e senza verità

    Perché l’immenso è troppo piccolo per dormire quieto nelle tue parole

    E troppo vasto per non darti paura dell’ affollato deserto di fantasmi e menzogne

    Tu sei un tornado che corre dove il sogno dell'universo non arriva

    Dove ogni tramonto è solo una goccia nel tuo cuore

    Ed io lungo quell'orizzonte sono abbandonato

    Ci sono solo i tuoi capelli per farmi salire nei cristalli del cielo

    In quell’ indefinibile che non posso vedere col mio solo sentire

    Quel segreto amare che ha bisogno dei tuoi occhi per divenire identità e scopo

    Tu sei un turbine di fiori dorati e di empirei senza ritorno

    Perché il tuo cuore è una scheggia d’assoluto tolta al cielo

    Ed essa è l’equilibrio di una goccia che non ha forma

    Perché per essere sfiorata chiede in cambio il mare

    Chiede in cambio l’oceano per poter divenire sorgente d’universi

    E soffiare i colori della meraviglia nello zefiro che non ha padrone

    Per questo , adesso ,  io ti imploro

    Ti imploro di spezzarmi le ali

    Prima che il veleno dell’amarezza che provo possa arrivare a uccidere il bene che è in me

    Prima che l’attesa della delusione divenga la mia sola e triste speranza

    Che la certezza del nulla riempia d’oscuro le mie profondità

    E che il mio cuore batta soltanto perché sono io a volerlo

    Oppure chissà

    Prima che io mi allontani da te senza volerlo o saperlo

    Senza accorgermi o riconoscerti

    Si tempesta ti imploro di spezzarmi le ali

    Ti chiedo di bruciarle e farne cenere d’argento per le sere che non hai sorriso

    O luce da bere per i giorni dalla troppa fatica

    Perché nessun oceano possiede ali

    Non deve , e non può , averle

    Perché le uniche ali che posso avere sei tu

    Sono i crescendi verticali e ondisoni della tua bufera

    Perché il mare conosce il cielo solo attraverso la tempesta

    Perché lei è il suo unico volo

    E dunque danza

    Senza fermarti

    E senza paura mai

    Danza libera sulle mie onde senza lontananza e senza fine

    A incresparle di orizzonti e stelle , di sogni e speranze

    Ed io ti porterò sopra di me come turbine di vita e di futuro

    Ti porterò nel sempre e nell’oltre

    Finché il mondo avrà giorni e spazi senza margine

    Finché il mio cuore saprà accompagnarti oltre l’infinito


    Lou Sedgwick ( 2004 )