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    September 30

    Effetto Notte 08 “ Duello nel pacifico “


    Sono sicuro che è laggiù .

    Sì , laggiù , oltre tutta questa folta vegetazione , da qualche parte vicino alla spiaggia .

    E mi attende , stando ben attento anche al mare dietro le sue spalle , ne sono sicuro .

    Mi attende come la sentinella , ferma e silenziosa , che scruta il fioco orizzonte da dietro il suo mirino di precisione , mi attende come la profonda pozza dove scompare ogni foglia che il fiume trascina .

    Non so bene che fare o che pensare , sia io che lui siamo in una situazione di stallo , proprio come il mio aereo che si è inabissato a poca distanza da questa maledetta isola , niente di più che un enorme scoglio completamente ricoperto di una intricatissima vegetazione tropicale e , cosa infinitamente più grave in questo momento , del tutto priva di acqua potabile .

    Sì , la cosa in questo momento è anche più grave della presenza del mio avversario , dell’altro sventurato ospite di questo posto dimenticato da ogni mappa , perché da troppo tempo non bevo , il caldo e l’umidità sono insopportabili ,  non accenna minimamente a piovere , e io sto letteralmente morendo di sete .

    Non potrò resistere ancora per molto , le mie forze vengono meno , assieme alla mia lucidità .

    E lui , laggiù , sa tutto questo..lo sa benissimo .

    Ha tentato di stanarmi col fumo , soffocando ad arte il fuoco di sterpaglie , rendendo così irrespirabile l’aria , trasformando il paesaggio inestricabile dell’isola in un asfissiante muro verde e grigio dal sapore di cenere , una nebbia che è calata su questi luoghi sconosciuti come un mortale , inarrestabile ,  sudario .

    Non so ancora come ho fatto a resistere , non so ancora dove tenessi dentro di me le energie per resistere , ma ormai son quasi allo stremo , sento la fiamma della candela avvicinarsi troppo all’ultima goccia di cera .

    Eppure avrei anche potuto farcela , dopo esser sopravvissuto allo schianto del mio caccia sulle onde pensavo di essere salvo , pensavo che aver raggiunto questo posto mi avrebbe consentito di sopravvivere in attesa dei soccorsi , ed invece…ed invece non è stato così , devo dire che non ho avuto fortuna , decisamente non ho avuto proprio fortuna.. questo posto nascondeva già in se un altro naufrago .

    Chissà …chissà com’è capitato qui quel soldato giapponese , chissà per quali scherzi del destino il mio nemico senza nome ha dovuto portare qui i suoi passi .

    Deve essere qui da abbastanza tempo , questo mi pare certo…per quel che ho visto conosce molto bene com’è fatta l’isola , si è organizzato abbastanza bene per la sua sopravvivenza così come , del resto , si è organizzato bene per cercare di portarmi allo scoperto , è indubbio che ha buone competenze militari e strategiche .

    Un'altra cosa certa , che accomuna il mio e il suo destino , è il fatto non solo che siamo naufraghi entrambi in un posto ignoto e abbandonato , ma anche che nessuno di noi due ha un arma , nessuno di noi due è armato .

    Questo è evidente a lui come è evidente a me .. perché se uno di noi due avesse avuto uno strumento per uccidere ..questa bizzarra sciarada , questo miserevole scontro di snervanti attese e fughe repentine , non avrebbe avuto luogo…in un modo o nell’altro uno dei due avrebbe avuto la meglio , e questo dramma di bassa lega , questa guerra privata , si sarebbe ben presto conclusa .

    Ho un coltello con me ..è vero.. ma in uno scontro corpo a corpo dubito che riuscirei ad avere la meglio.. sono troppo stanco e debilitato per farcela… sarebbe come voler scalfire una roccia con un chiodo spuntato.. lui invece è ben riposato e ha con se tutta l’acqua che vuole .

    Sì..l’acqua.. la tiene vicina alla spiaggia adesso...in quei contenitori di fortuna.. ai quali io non posso arrivare in alcun modo se non andando allo scoperto..se non affrontando il mio nemico .

    Le nostre nazioni sono in guerra lungo la pelle di tutto il mondo , sono in guerra per potere , economia , ideale , supremazia , profitto , scelleratezza e quant’altro l’uomo sia capace di brutalizzare del proprio istinto di vita..mentre io e il mio nemico , io americano e lui giapponese , siamo qui…in un mondo che non pare nemmeno far parte della terra che conosciamo..da soli.. lontano da tutto e da tutti.. lontani da nazioni , ideali , profitti , economie e scelleratezze..eppure…eppure cose così presenti , così bizzarramente presenti anche in questa nostra prigionia di solitudine e lontananza.. così forti anche in questa nostra , muta ,  primitiva , guerra per la pura sopravvivenza di un solo individuo tra due.. in questa drammatica , e ridicola , guerra per una sola , umile , oncia d’acqua .

    Adesso riesco perfino a intravederlo meglio..nell’abbacinante sole del giorno..si è spostato.. allontanato dai falò ormai quasi spenti..si è spostato verso il margine estremo della spiaggia..forse per cercare di scorgermi meglio in mezzo a questa foresta di sete e fumo..eccolo lì..in piedi a scrutare con attenzione..marziale e impettito , dignitoso nello spirito prima ancora che nei laceri brandelli che restano della sua divisa.. e mi viene da pensare che  , alla fine , io e lui abbiamo ormai la stessa divisa.. siamo in stracci entrambi e entrambi facciamo parte dello stesso esercito.. quello dei dispersi e dei disperati..esercito che ha tutte le bandiere e nessuna .

    Mi appoggio col viso alle mie mani ferite e sporche mentre , con una certa curiosità , mi metto ad osservare meglio il giapponese..niente in lui tradisce quel che sente.. a prima vista , per il suo portamento , per il suo fare , sembrerebbe capace di affrontare l’esercito dell’inferno da solo e a mani nude..ma il suo viso dice qualcosa che le sue mani , orgogliose , non possono dire..il suo viso pronuncia una muta parola..e quella parola è paura .

    Sì , il mio compagno di sventura , l’altro ospite di questa isola abbandonata dai venti e dalle piogge , ha paura… ha paura esattamente come me.. paura dell’altro.. paura dello sconosciuto..paura di essere ucciso..sopraffatto..di perdere le sue scorte d’acqua.. di morire solo , e dimenticato , in questa lontananza senza nome .

    Se solo il più grande esercito fosse messo assieme dal confessar paure e non dall’ostentazione del coraggio.. se solo il mondo lasciasse al sole e al vento il compito di colorare le bandiere.. forse oggi io e lui non saremmo qui.. a disputarci in una guerra miserabile e umiliante un po’ di pioggia.. forse oggi , su quest’isola , ci sarebbero soltanto le onde a riposarsi nelle silenziose insenature .

    Ecco..lui si sta muovendo..sì , d’improvviso ha deciso di fare qualcosa..ma non comprendo bene le sue intenzioni.. non capisco ..per difendermi invece dovrei cercare di prevenire ogni suo possibile gesto..prevederlo in qualche modo..e invece tutte le mie energie sono spese nel contenere questa bruciante , insopportabile , sete che mi urla in gola..

    Lentamente , quasi con il passo dignitoso e severo che hanno le foglie nel primo autunno , inizia a immergersi nell’acqua..tanto che i suoi pochi vestiti , tenuti insieme alla meglio , si sfilacciano un po’ e si gonfiano di mare salato..mentre nel suo , apparentemente tranquillo incedere ,  i flutti , attorno a lui , quasi non osano far rumore ne sciabordio.

    Per un attimo resto come inebetito..perplesso.. quel che sta facendo è una mossa senza senso..non prevista nello scacchiere di questa muta battaglia..se ne sta lì..distante un po’ di metri dalla battigia..immerso fino al petto nell’acqua con la schiena rivolta verso la spiaggia..indifeso..e si lava viso e braccia con tanta minuziosa dedizione che posso quasi sentir da qui il tocco del sale.

    Non credo che sia impazzito improvvisamente.. non lo credo affatto.. così come non posso credere che lui pensi veramente di avermi soffocato nel fumo.. o che improvvisamente si sia convinto che io sia già morto per sete..no , non è così e non può essere così.. è una trappola .

    Le scorte d’acqua dolce infatti sono lì..sulla spiaggia.. in quegli improvvisati contenitori…in bella vista , anch’esse indifese.. splendide nella loro umile , ma preziosissima , bellezza…apparentemente avvicinabili.. apparentemente raggiungibili .

    Sì , non c’è dubbio è una trappola.. è il formaggio messo all’ingresso della tana del topo..non è riuscito a stanarmi e vuole che sia io a farlo per lui.. conta sulla potenza del mio star male , conta sul fatto che sia proprio il mio insopprimibile bisogno a far leva sulle mie residue difese..ad esser causa della mia rovina.

    Quando mi accorgo di stare già correndo con tutte le mie più disperate energie verso la spiaggia , verso le scorte d’acqua , spezzando in un frastuono infernale arbusti e rami contorti , enormi fogliami e fitti cespugli , è già anche troppo tardi per avere il pensiero che sto dando ragione al mio nemico , che con la sua mossa ha  , forse ,  vinto la battaglia .

    Mentre son sempre più vicino alla mia meta , mentre nella mia corsa a perdifiato smarrisco ogni mia più piccola forza e lucidità ..ho solo il tempo di accorgermi , in un modo progressivamente sempre più oscuro e sfumato , che solo un istinto di vita merita un esercito a sua difesa , che solo un istinto di vita può gettare un ponte dove i fiumi sono più terribili e sconosciuti .

    Spero solo , una volta arrivato all’acqua , di poter ancora vivere del battito di questo intelletto nel mio cuore………

     

     

     

    “ Duello nel pacifico “  è uno dei più atipici film di guerra mai girati , tanto che viene ( e a ragione ) il dubbio se davvero appartenga a questo genere cinematografico e non , piuttosto , a quello della sopravvivenza dell’uomo sull’uomo , e dell’uomo sulla natura.

    Uscito all’incirca nel 1968 per la regia di John Boorman ( splendide e suggestive , anche negli aspetti più minimali ,  le sue riprese  con particolare attenzione alla natura ) e con unici interpreti Lee Marvin e Toshiro Mifune , è un film particolare e dall’incedere lento , spesso malinconico , riflessivo..ma con improvvisi , repentini , sprazzi di grottesco e di umorismo.. un film da guardare con calma e senza attese di spettacolarismi , dove non è possibile non aver voglia di vedere l’esito della battaglia tra i due , e del confronto dell’uomo con la terra nel suo aspetto più primitivo .

    Questo film è però noto per avere un finale capace di lasciare molto perplessi , da lasciare sinceramente interdetti davanti alle ultime immagini..non è mai stato molto chiaro se il finale di questa pellicola  fosse addirittura “ posticcio “ , per le più varie esigenze cinematografiche di realizzazione e distribuzione , e la conclusione ,  in realtà  , dovesse essere un'altra….si può comunque dire che  , anche con questa conclusione , in un certo modo , si può trovare un filo conduttore con quanto visto durante tutto il film ..e spingere ognuno a farsi la propria idea , o morale .

    “ Duello nel pacifico “ ( al quale forse avrebbe giovato un titolo diverso e meno scontato ) al di là di ogni idea o finale resta un gioiellino che merita , indubbiamente , la visione.. perché capace di lasciare nello spettatore una cosa non trascurabile e mai troppo dispensata a piene mani nella cinematografia mondiale…la riflessione……



    Lou Sedgwick 2009


     

    May 31

    Effetto Notte 07 " Leon " ( film di Luc Besson con Jean Reno )

     

     

    Guardo la vita .

    Guardo la vita spegnersi da dietro lo spioncino di una porta.

    E non ho un sorriso o una lacrima da dedicarle , nemmeno un sogno , un rammarico o un rimpianto.

    Tutto quel che so dell’esistenza lo tengo saldamente nella mia mano , ed è una verità fatta di metallo e proiettili .

    Sì , nel teatro che la vita ha allestito per me ci sono soltanto rumori , frastuoni che ogni volta sanno ingigantirsi e gonfiarsi dentro di me come ombre sterminate , così grandi e potenti da riempirmi ogni anfratto del cuore , e così assolute da non lasciare spazio nemmeno al battito.

    Al chiasso dei colpi , delle urla di paura e dolore , dei corpi che cadono pesantemente in terra , non ho alcun sentimento da opporre , nessuno , neanche l’annoiato sberleffo di uno sbadiglio .

    Ho sentito dire in tv che cose del genere dovrebbero provocare orrore e sgomento , non so , io so soltanto che per me hanno un significato logico , e non etico , morale , umano…per me sono le conseguenze , gli effetti , di un mondo dove risuonano unicamente gli ululati dei lupi , dove i contratti sono veramente scritti col sangue , dove soldi e potere sono il solo orizzonte da raggiungere , disseminando di relitti e gelido silenzio la strada percorsa.

    In questo sgangherato teatro che è il mondo non c’è spazio per la pietà , speranza e purezza non lasciano alcuna impronta , semplicemente perché non esiste alcun cielo dove far distendere le loro ali , perché ogni dimensione del possibile non è altro che un altra porta per la disillusione , l’ennesima , e ne migliore ne peggiore della consapevolezza di esser nati per riempirsi gli occhi di vuoto .

    Sì , vuoto , proprio come questo stesso gelido istante , dove il baccano ha lasciato il proprio posto sul palco per accomodarsi in platea , per lasciare che il protagonista diventi il canto del nulla , il canto di ciò che non sarà mai più .

    Infatti , adesso  , dall’appartamento vicino al mio non arrivano più rumori , non si riesce ad udire null’altro che il mormorio del vento sulle scale.

    Non ci sono più detonazioni o lamenti , non ci sono più suoni di vittime che fuggono o latrati di mastini un tempo uomini , nessuno che urla ordini o minacce , nessuno che invoca un aiuto che non verrà mai .

    I corrotti hanno portato a termine il loro lavoro , e qualcuno di loro esce perfino per fumarsi una sigaretta , apparentemente con una naturalità tanto disarmante quanto paradossale … eppure adesso nell’appartamento vicino non c’è più nessuno vivo …eppure adesso tra quelle vecchie pareti da condominio popolare nessuno sorriderà mai più .

    Ma questa mattina di sole non è altro che la prova dell’unica esistenza che conta ,  l’esistenza di una legge non scritta , la più importante di tutte nel mondo sciagurato e senza speranza degli uomini , la legge degli affari , di quegli affari da portare a termine e da difendere ad ogni costo .

    I corrotti non hanno fatto altro che applicarla quella legge , per il loro essere non sono ne dalla parte del giusto ne dalla parte dell’ingiusto , sono semplicemente dalla parte del vincente , e per questo non hanno alcun bisogno di coscienza , ne di averla per se ne di riconoscerla agli altri .

    Un peso superfluo in se stessi , un impedimento da rimuovere con le buone o le cattive negli altri.

    Per questo ora alcuni si limitano a fumare , e  in piena beatitudine ,  sigarette nel corridoio …. per questo altri di loro cercano nell’appartamento del loro , infedele , pusher di zona le dosi mancanti al business…e tutto viene fatto con placida calma , senza panico , senza alcuna fretta o amaro rimorso.

    Del resto chi sono io per giudicare , chi sono io per poter assegnare colpe o giudizi , per dire dove stia il bene e dove il male .

    Sono soltanto uno che fa le pulizie .

    A pagamento.

    E dopo che l’ombra si è allungata dietro alle mie spalle nessuno può restare in piedi per esserne toccato ,  per conoscerne il mistero , ed è questa la sola legge che riconosco a me stesso , dopo che ho compiuto il mio lavoro nessuno deve restare vivo , e in piedi  , dietro le mie spalle .

    Chissà , se ci fosse stata la necessità per il mio datore di lavoro , e i soldi giusti ,  forse anche io sarei entrato in quell’appartamento assieme ai corrotti , anche io avrei fatto ciò che sarebbe stato giusto per preservare l’integrità del business .

    Ma credo proprio che , almeno  una volta finito , avrei preferito nascondermi gli occhi dietro le circolari e piccole lenti dei miei occhiali da sole , perché i riflessi di ciò che fai restano impressi come fantasmi sulla tua retina , e pure per un bel po’ , così a lungo che quando cerchi di addormentarti quei fantasmi rischierebbero di entrarti nell’anima .

    E nella mia anima , invece , c’è spazio solo per ciò che non ci sarà mai .

    Mentre faccio scattare lievemente la sicura della mia pistola per poterla riporre mi accorgo di qualcosa , qualcosa che all’improvviso sbuca oltre l’angusto spazio del mio spioncino , qualcosa che era momentaneamente sfuggito alla mia memoria .

    La ragazzina .

    E’ la ragazzina che mi ha chiesto il favore di andarmi a comprare il latte , la ragazzina triste che trovo sempre a nascondere le sigarette appena fumate per le scale , la ragazzina che ha lividi sulla faccia come riesce ad avere soltanto un disperato pomeriggio d’autunno a New York .

    E’ la figlia del pusher che ha appena provato a fregare i corrotti , che ha appena provato a mettere in piedi un proprio , personale , business parallelo…e che , adesso , ha il dubbio premio di vederla sfilare nei suoi vitrei occhi di cadavere…proprio mentre lei si porta una mano alla bocca per parare un singhiozzo di orrore e sgomento…proprio mentre lei si avvicina alla mia porta…al mio campanello .

    Per un istante  mi accorgo di desiderare fortemente di essere in un altro posto  perché  , nell’attimo in cui lei poggia il suo tremante dito sul pulsante del mio campanello , mi rendo conto che qualunque possa essere adesso la mia reazione non potrà che essere una scelta ben precisa.

    Lo squillo sgraziato del pulsante sembra rimbombare in tutto il condominio , mentre lei singhiozza

    e con voce fioca mi prega di farla entrare , di aiutarla .

    Non so che fare .

    I corrotti non sono stupidi , capiranno ben presto che lei è l’unica della famiglia scampata al massacro , sanno benissimo che non possono lasciare niente e nessuno dietro di loro…difatti sono pressoché sicuro che almeno uno dei tizi è andato a cercarla giù in strada…mentre un altro è rimasto fermo di sentinella nel corridoio…e per il momento è lì.. fermo e tranquillo…ma sta guardando da questa parte.. proprio verso la ragazzina che suona alla mia porta….proprio verso la mia porta…

    E comunque non è vero che non so che fare.

    Dovrei lasciarla fuori , dovrei lasciare che i corrotti terminassero il loro lavoro sulla soglia di casa mia , questo lo so benissimo .

    Perché è solo questo che  sarebbe logico , perché solo questo sarebbe giusto per la legge che governa questo mondo impazzito ,  drogato di denaro …perché se apro questa porta commetto un crimine , espongo la mia incolumità , macchio la mia professionalità di una folle , e non produttiva , ingenuità da principiante .

    La ragazzina cerca di sforzarsi di non far notare che piange…ma non ci riesce molto bene…e la sentinella poco lontana da lei inizia a guardare con troppa insistenza…forse non è ancora sicura , ma è certo che ormai sta iniziando a sospettare.. e la ragazzina non ha più molto tempo ormai…

    Dovrei lasciare che quell’uomo si avvicinasse a lei…si rendesse conto…e portasse a termine il lavoro che gli è rimasto da fare .

    Certo , proprio così , non avrei difficoltà ne impicci , dopo potrei anche mettermi alla tv  e  , se le confezioni portate dalla ragazzina fossero ancora intatte davanti alla mia soglia ,  potrei pure bermi un buon bicchiere di latte .

    Sì…potrei…ci sono molti potrei…forse perfino troppi…un infinità di potrei….

    Già.

    Il problema è che , forse , tutto ciò che è infinito mi fa paura.

    Il problema è che …..potrei sì….ma invece non posso.

    Non so nemmeno io il perché , ma so solo che apro la porta di scatto e la faccio entrare.

    Mentre richiudo in fretta la porta la guardo negli occhi e mi sembra , per un attimo , di cogliere qualcosa che non ho mai visto .

    Qualcosa che non sapevo far parte di questo mondo.

    Come la scia , improvvisa , e sfuggente , di una stella lontana…talmente lontana da chiederti se davvero l’hai vista…talmente vicina da risponderti che sai di aver toccato qualcosa…senza mai volerlo o mai immaginarlo.

    In un solo istante.

    Non so , forse è soltanto qualcosa di cui ho solo sentito parlare , ma che non ho mai incontrato finora … non ne conosco neanche il nome … e mai ho scandito le sue lettere sottovoce … e non solo perché sono analfabeta .

    Chissà che cosa ho visto , o credo di aver visto , ma qualunque cosa sia …beh ho l’impressione che sia qualcosa  da scoprire nel tempo , un dono .

    Solo che ora non ho il tempo per farlo .

    Perché ho appena fatto una scelta .

    Ed ho aperto una porta dalla quale non si torna indietro.

    Il corrotto si sta avvicinando alla mia soglia , con una pistola in mano  , ormai è quasi sicuro di aver capito… so bene cosa sta per succedere … sono un sicario … e dunque conosco bene l’acre e fetido odore di una situazione del genere .

    Tolgo la sicura alla mia arma e mi preparo allo scontro , so per certo che tra breve li avrò tutti addosso , ma se la mia tattica sarà ineccepibile ho buone probabilità di far uscire vivo me , e la ragazzina , da tutto questo .

    Ed in fondo , per quanto sia buffo o folle pensarlo , non ho neanche paura di trovarmi a difendere qualcuno che nemmeno conosco , non ho nemmeno paura di affrontare una banda di assassini .

    Perché ho una paura ben più grande .

    Ho molta più paura di non riuscire mai a capire , a sapere ciò che ho letto negli occhi della ragazza , ho più paura di non riuscire mai a saperne il nome , ho più paura di non poter mai imparare a leggerlo .

    Per questo oggi mi trovo a dover difendere , per questo oggi son dietro la mia porta ad aspettare una battaglia .

    Perché se la vita è sempre così dura non è detto che dobbiamo accettare che lo sia per sempre , perché non siamo vivi soltanto per respirare , siamo vivi per essere umani .

     

     

    Lou Sedgwick 2008