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August 31 Keep in a safe place 07 " Marco , il ragazzo che aveva per corde di chitarra cieli e nuvole lontane " parte 1 di 3
L’amicizia fraterna è una luminosa goccia d’orizzonte nella quale inciampi all’improvviso . Perché essa non può mai essere frutto di un calcolo o di una ricerca , perché nessuna equazione ti porterà mai al suo splendore , nessuna volontà di essere , avere o pretendere potrà mai portarti ad altro che non sia una sterile circostanza , un abbraccio degenere , o un sorriso dipinto su di un cartone umido. E nessun sogno saprà mai mettere la tua ombra su quella strada , nessun sogno saprà mai indicarti dove e quale sia la porta alla quale bussare , potrai soltanto intuire che , da qualche parte , nell’immenso gioco di stelle e vite c’è un angolo che non ha svolte , e che non si perde nelle ombre dell’oltre e del forse . Non puoi corrergli incontro , non puoi camminargli parallelo e non c’è acquisto o baratto possibile , deve essere lui a trovarti , e tu puoi soltanto restare in piedi ad osservare ciò che il mare porta a riva , tu puoi soltanto attenderlo , aspettare che quell’angolo regali la prospettiva alle poche dimensioni dei tuoi pennelli . Io sono stato trovato poco oltre lo sgraziato suono di un vecchio campanello. Ed è stato nel tempo che occorre ad un vetusto , pesante , portone di legno di aprirsi appena un po’ , nel suono e nel fiato di una luce calda ed improvvisa , di uno spiraglio aperto , di quella luce d’estate che doveva far entrare un ragazzo , un obiettore di coscienza , nel grembo di un anno di servizio civile. Ancora oggi , in questa declinante estate di un futuro , allora , inimmaginabile , ricordo con divertito, sereno e autentico affetto , l’indugiare sulla soglia di questo giovane ragazzo e , soprattutto , le sue parole …. le sue frasi d’esordio legate assieme dal filo di un entusiasmo non esattamente contagioso … come tutte quelle persone che si trovano a dover affrontare una dimensione della quale non conoscono ancora del tutto i confini , certo … ma anche come tutti coloro che si chiedono se davvero , in quella nuova dimensione , ci sia oppure no un margine per esprimere una idea , un cambiamento , una verità , un fatto . O per essere autenticamente se stessi , e non come privilegio o concessione altrui , ma come diritto e come dono . Perché il semplice essere se stessi possa essere una risorsa , una opportunità , una ricchezza , per te e per la realtà nella quale ti trovi a camminare , perché il silenzioso essere possa avere la dignità di illuminare quell’ombra dalla voce , soltanto colorata , che è l’apparire . Questa sera so che quei dubbi e quelle speranze appartenevano anche a me , non mi erano sconosciuti , e so che ognuno , in modi e tempi diversi , ha avuto le proprie risposte .. si è inevitabilmente incontrato o scontrato con esse … risposte belle e inattese … risposte brutte e temute ma , in fondo , nient’altro che vita … quella che mette ai tuoi piedi un punto interrogativo come fosse un tappeto di cocci di vetro , o quella che lascia un punto esclamativo attorno al tuo collo come fosse una sciarpa calda e confortevole . Riflettendo con un pizzico di malinconia oggi so che , a volte , domanda e risposta convivono già nella stessa situazione e nel medesimo istante , inevitabilmente intrecciate e altrettanto inevitabilmente inestricabili …indifferentemente vere e false , affermative o negative allo stesso tempo…ognuna chiave e serratura dell’altra… ed ebbi modo di sospettarlo anche allora , trovandone prova nel secco e piatto sorriso che accolse , poco oltre me , l’indugio e le parole del nuovo obiettore a nome Marco . Mentre venivo invitato a far da cicerone al nuovo venuto nel centro di prima accoglienza , allora non potevo ancora sapere che quel sorriso appeso ad un chiodo malfermo , quasi fosse una scolorita stampa di inizio secolo dalla cornice dorata , ma pericolosamente inclinata ed assai piena della polvere di una soffitta oscura , apparteneva proprio ad una delle pochissime persone ( assolutamente non più di due o tre ) che , in vita mia , sarebbero poi state capaci di chiedermi scusa per qualcosa di importante . In questi istanti di fine agosto , ancora rumorosi di afa e di giorni buttati via ( i miei come quelli di tanti altri in questa stagione del resto ) , mi domando se l’inevitabile “qualcosa “ o “ qualcuno “ col quale prima o dopo dobbiamo confrontarci abbia davvero in se , e in quale misura , la dignità del riconoscere una colpa od un errore commesso nei tuoi confronti… oppure se tutto quello che puoi aspettarti non è altro che una parola , una convenzione sociale come un'altra , usata più per non sentirsi sporchi , per non aver pesi , che per offrire davvero il dono del riconoscimento di una propria mancanza . Temo però che oggi , esattamente come allora , in quei tempi di vagabondi e piatti vuoti , di abbandonati e prostitute , di rifiutati e pizze fredde , questa mia piccola riflessione sia ancora oziosa , senza una reale e convincente risposta o , semplicemente , senza alcuna soluzione possibile . Ma adesso , rispetto al me di allora , c’è qualcosa di più ..perché c’è ben altro al di là di ciò che non si sa se mai avrà logica o sentenza , al di là di riflessioni che forse non offrono sentieri praticabili fin dalla notte dei tempi . Perché a differenza di quei giorni lontani , e non sempre facili , nel mio piccolo scrigno di risposte oggi posso dire di avere verità per altre domande , per domande ancora più importanti e decisive , nelle quali non ho più bisogno di inseguire alcun filo nella matassa . Verità che , allora , non sospettavo potessero davvero muoversi per le caotiche strade del mondo , tanto che mai avrei potuto immaginare che , una delle più belle e importanti verità della mia intera vita , potesse essere distante da me il semplice trillo di un campanello. Mentre quel giorno facevo camminare quel nuovo “ collega obiettore “ per scale silenziose , mentre gli facevo vedere dove erano camere e stanze di lavoro … non avevo idea che , invece , accanto a me camminava molto più questo…ancora non sapevo che era molto più di un ragazzo o di un nuovo collega….perché vicino a me camminava un dono e una verità… una verità di nome Marco….colui che sarebbe stato , allora proprio come oggi e come sempre , il più grande e fraterno amico della mia vita….
Lou Sedgwick 2008 June 11 Di corsa....Brevissimo ( ma issimo eh ! ) aggiornamento notturno per farvi sapere che sono in pre - esami università e che , per questo , ci sono davvero poco in questi giorni .
Farò comunque il possibile , come sempre , per aggiungere presto le altre cose che avevo annunciato nel coming soon prima del mio post sul film " Leon ".
Alle persone poi che si sono aggiunte recentemente tra i miei lettori volevo far sapere che , a causa di problemi internet ( ormai storici e/o cronici , e già a conoscenza degli amici e delle amiche di vecchia data del mio spazio ) , ci sono alcuni blog che potrei non riuscire a raggiungere sempre ... per questo non vi offendete se mi avete lasciato il vostro primo post ...ed avete invece notato che io ancora non vi ho risposto...non è che non ho voluto rispondervi .. è solo che per ora non ci sono riuscito .
( Se allo scarso tempo a disposizione si aggiunge poi la mia vetusta connessione internet , non ancora migliorabile per ragioni che sarebbe qui fin troppo lungo da spiegare , beh vi potete fare una certa idea dei miei ritardi da era geologica....)
Dunque , non preoccupatevi , nessun problema , con un pò di pazienza risponderò a tutti .
Altre cose da dire...ho aggiornato i miei album fotografici , dunque se vi fa piacere dateci uno sguardo... e , infine , ho anche anche aggiunto ( proprio sotto il modulo degli album ) un secondo guestbook ... quello che msn mette a disposizione come modulo blog , e da usare principalmente se volete lasciarmi foto , immagini , html ecc...cosa invece non del tutto possibile nel mio principale , e normale , guestbook .
Un abbraccio grande a tutti , a presto !
Fede
May 31 Effetto Notte 07 " Leon " ( film di Luc Besson con Jean Reno )
Guardo la vita . Guardo la vita spegnersi da dietro lo spioncino di una porta. E non ho un sorriso o una lacrima da dedicarle , nemmeno un sogno , un rammarico o un rimpianto. Tutto quel che so dell’esistenza lo tengo saldamente nella mia mano , ed è una verità fatta di metallo e proiettili . Sì , nel teatro che la vita ha allestito per me ci sono soltanto rumori , frastuoni che ogni volta sanno ingigantirsi e gonfiarsi dentro di me come ombre sterminate , così grandi e potenti da riempirmi ogni anfratto del cuore , e così assolute da non lasciare spazio nemmeno al battito. Al chiasso dei colpi , delle urla di paura e dolore , dei corpi che cadono pesantemente in terra , non ho alcun sentimento da opporre , nessuno , neanche l’annoiato sberleffo di uno sbadiglio . Ho sentito dire in tv che cose del genere dovrebbero provocare orrore e sgomento , non so , io so soltanto che per me hanno un significato logico , e non etico , morale , umano…per me sono le conseguenze , gli effetti , di un mondo dove risuonano unicamente gli ululati dei lupi , dove i contratti sono veramente scritti col sangue , dove soldi e potere sono il solo orizzonte da raggiungere , disseminando di relitti e gelido silenzio la strada percorsa. In questo sgangherato teatro che è il mondo non c’è spazio per la pietà , speranza e purezza non lasciano alcuna impronta , semplicemente perché non esiste alcun cielo dove far distendere le loro ali , perché ogni dimensione del possibile non è altro che un altra porta per la disillusione , l’ennesima , e ne migliore ne peggiore della consapevolezza di esser nati per riempirsi gli occhi di vuoto . Sì , vuoto , proprio come questo stesso gelido istante , dove il baccano ha lasciato il proprio posto sul palco per accomodarsi in platea , per lasciare che il protagonista diventi il canto del nulla , il canto di ciò che non sarà mai più . Infatti , adesso , dall’appartamento vicino al mio non arrivano più rumori , non si riesce ad udire null’altro che il mormorio del vento sulle scale. Non ci sono più detonazioni o lamenti , non ci sono più suoni di vittime che fuggono o latrati di mastini un tempo uomini , nessuno che urla ordini o minacce , nessuno che invoca un aiuto che non verrà mai . I corrotti hanno portato a termine il loro lavoro , e qualcuno di loro esce perfino per fumarsi una sigaretta , apparentemente con una naturalità tanto disarmante quanto paradossale … eppure adesso nell’appartamento vicino non c’è più nessuno vivo …eppure adesso tra quelle vecchie pareti da condominio popolare nessuno sorriderà mai più . Ma questa mattina di sole non è altro che la prova dell’unica esistenza che conta , l’esistenza di una legge non scritta , la più importante di tutte nel mondo sciagurato e senza speranza degli uomini , la legge degli affari , di quegli affari da portare a termine e da difendere ad ogni costo . I corrotti non hanno fatto altro che applicarla quella legge , per il loro essere non sono ne dalla parte del giusto ne dalla parte dell’ingiusto , sono semplicemente dalla parte del vincente , e per questo non hanno alcun bisogno di coscienza , ne di averla per se ne di riconoscerla agli altri . Un peso superfluo in se stessi , un impedimento da rimuovere con le buone o le cattive negli altri. Per questo ora alcuni si limitano a fumare , e in piena beatitudine , sigarette nel corridoio …. per questo altri di loro cercano nell’appartamento del loro , infedele , pusher di zona le dosi mancanti al business…e tutto viene fatto con placida calma , senza panico , senza alcuna fretta o amaro rimorso. Del resto chi sono io per giudicare , chi sono io per poter assegnare colpe o giudizi , per dire dove stia il bene e dove il male . Sono soltanto uno che fa le pulizie . A pagamento. E dopo che l’ombra si è allungata dietro alle mie spalle nessuno può restare in piedi per esserne toccato , per conoscerne il mistero , ed è questa la sola legge che riconosco a me stesso , dopo che ho compiuto il mio lavoro nessuno deve restare vivo , e in piedi , dietro le mie spalle . Chissà , se ci fosse stata la necessità per il mio datore di lavoro , e i soldi giusti , forse anche io sarei entrato in quell’appartamento assieme ai corrotti , anche io avrei fatto ciò che sarebbe stato giusto per preservare l’integrità del business . Ma credo proprio che , almeno una volta finito , avrei preferito nascondermi gli occhi dietro le circolari e piccole lenti dei miei occhiali da sole , perché i riflessi di ciò che fai restano impressi come fantasmi sulla tua retina , e pure per un bel po’ , così a lungo che quando cerchi di addormentarti quei fantasmi rischierebbero di entrarti nell’anima . E nella mia anima , invece , c’è spazio solo per ciò che non ci sarà mai . Mentre faccio scattare lievemente la sicura della mia pistola per poterla riporre mi accorgo di qualcosa , qualcosa che all’improvviso sbuca oltre l’angusto spazio del mio spioncino , qualcosa che era momentaneamente sfuggito alla mia memoria . La ragazzina . E’ la ragazzina che mi ha chiesto il favore di andarmi a comprare il latte , la ragazzina triste che trovo sempre a nascondere le sigarette appena fumate per le scale , la ragazzina che ha lividi sulla faccia come riesce ad avere soltanto un disperato pomeriggio d’autunno a New York . E’ la figlia del pusher che ha appena provato a fregare i corrotti , che ha appena provato a mettere in piedi un proprio , personale , business parallelo…e che , adesso , ha il dubbio premio di vederla sfilare nei suoi vitrei occhi di cadavere…proprio mentre lei si porta una mano alla bocca per parare un singhiozzo di orrore e sgomento…proprio mentre lei si avvicina alla mia porta…al mio campanello . Per un istante mi accorgo di desiderare fortemente di essere in un altro posto perché , nell’attimo in cui lei poggia il suo tremante dito sul pulsante del mio campanello , mi rendo conto che qualunque possa essere adesso la mia reazione non potrà che essere una scelta ben precisa. Lo squillo sgraziato del pulsante sembra rimbombare in tutto il condominio , mentre lei singhiozza e con voce fioca mi prega di farla entrare , di aiutarla . Non so che fare . I corrotti non sono stupidi , capiranno ben presto che lei è l’unica della famiglia scampata al massacro , sanno benissimo che non possono lasciare niente e nessuno dietro di loro…difatti sono pressoché sicuro che almeno uno dei tizi è andato a cercarla giù in strada…mentre un altro è rimasto fermo di sentinella nel corridoio…e per il momento è lì.. fermo e tranquillo…ma sta guardando da questa parte.. proprio verso la ragazzina che suona alla mia porta….proprio verso la mia porta… E comunque non è vero che non so che fare. Dovrei lasciarla fuori , dovrei lasciare che i corrotti terminassero il loro lavoro sulla soglia di casa mia , questo lo so benissimo . Perché è solo questo che sarebbe logico , perché solo questo sarebbe giusto per la legge che governa questo mondo impazzito , drogato di denaro …perché se apro questa porta commetto un crimine , espongo la mia incolumità , macchio la mia professionalità di una folle , e non produttiva , ingenuità da principiante . La ragazzina cerca di sforzarsi di non far notare che piange…ma non ci riesce molto bene…e la sentinella poco lontana da lei inizia a guardare con troppa insistenza…forse non è ancora sicura , ma è certo che ormai sta iniziando a sospettare.. e la ragazzina non ha più molto tempo ormai… Dovrei lasciare che quell’uomo si avvicinasse a lei…si rendesse conto…e portasse a termine il lavoro che gli è rimasto da fare . Certo , proprio così , non avrei difficoltà ne impicci , dopo potrei anche mettermi alla tv e , se le confezioni portate dalla ragazzina fossero ancora intatte davanti alla mia soglia , potrei pure bermi un buon bicchiere di latte . Sì…potrei…ci sono molti potrei…forse perfino troppi…un infinità di potrei…. Già. Il problema è che , forse , tutto ciò che è infinito mi fa paura. Il problema è che …..potrei sì….ma invece non posso. Non so nemmeno io il perché , ma so solo che apro la porta di scatto e la faccio entrare. Mentre richiudo in fretta la porta la guardo negli occhi e mi sembra , per un attimo , di cogliere qualcosa che non ho mai visto . Qualcosa che non sapevo far parte di questo mondo. Come la scia , improvvisa , e sfuggente , di una stella lontana…talmente lontana da chiederti se davvero l’hai vista…talmente vicina da risponderti che sai di aver toccato qualcosa…senza mai volerlo o mai immaginarlo. In un solo istante. Non so , forse è soltanto qualcosa di cui ho solo sentito parlare , ma che non ho mai incontrato finora … non ne conosco neanche il nome … e mai ho scandito le sue lettere sottovoce … e non solo perché sono analfabeta . Chissà che cosa ho visto , o credo di aver visto , ma qualunque cosa sia …beh ho l’impressione che sia qualcosa da scoprire nel tempo , un dono . Solo che ora non ho il tempo per farlo . Perché ho appena fatto una scelta . Ed ho aperto una porta dalla quale non si torna indietro. Il corrotto si sta avvicinando alla mia soglia , con una pistola in mano , ormai è quasi sicuro di aver capito… so bene cosa sta per succedere … sono un sicario … e dunque conosco bene l’acre e fetido odore di una situazione del genere . Tolgo la sicura alla mia arma e mi preparo allo scontro , so per certo che tra breve li avrò tutti addosso , ma se la mia tattica sarà ineccepibile ho buone probabilità di far uscire vivo me , e la ragazzina , da tutto questo . Ed in fondo , per quanto sia buffo o folle pensarlo , non ho neanche paura di trovarmi a difendere qualcuno che nemmeno conosco , non ho nemmeno paura di affrontare una banda di assassini . Perché ho una paura ben più grande . Ho molta più paura di non riuscire mai a capire , a sapere ciò che ho letto negli occhi della ragazza , ho più paura di non riuscire mai a saperne il nome , ho più paura di non poter mai imparare a leggerlo . Per questo oggi mi trovo a dover difendere , per questo oggi son dietro la mia porta ad aspettare una battaglia . Perché se la vita è sempre così dura non è detto che dobbiamo accettare che lo sia per sempre , perché non siamo vivi soltanto per respirare , siamo vivi per essere umani .
Lou Sedgwick 2008
April 30 Premio e coming soon.....Un grazie , con tanto affetto e riconoscenza , a Nicoletta http://zizzi114.spaces.live.com per il premio " amico prezioso " Foca Pride 2008 !!! Grazie Niky!! Sperando di essere presto qui a pubblicare di nuovo ( e a rispondere !!! ;- ) ecco il mio " Coming Soon ".... 1 - Effetto Notte 07 " Leon " 2 - Keep in a safe place 07 " Marco " 3 - Vorrei ancora 4 - Il racconto più bello 5 - Radio di notte 05 " Your own sweet way " 6 - Fede : Istruzioni per l'uso March 31 Radio di notte 04 " Comfortably numb " ( Pink Floyd ) parte 2 di 2Sì , forse è proprio così .. Forse sono ancora in tempo per non dimenticarmi . Per non dimenticarmi di me. Ancora in tempo per sentire il vento della memoria che mi accarezza le mani , mentre il cielo del mondo cerca ancora l’eco lontana della mia voce . Perché proprio grazie al ricordo , grazie a ciò che ho schiacciato dentro anni d’inesorabile distanza , posso essere finalmente di nuovo vivo , di nuovo io . Non più questo me senza paura e senza coraggio , frutto dello scellerato patto col vuoto fatto arcobaleno , frutto della oscura polvere spacciata per universo . Non più questo vestito logoro e trasandato che mi sento per anima , questa gracile , e malata , ombra di sorriso che attraversa i miei giorni e il mio volto . Già…il mio sorriso…quella firma di me che ho lasciato in troppe foto , in troppe riviste , in troppe stanze senza luce , in troppe danze sull’apice del buio.. e che adesso non ha più ali per nessun soffio di vento . Quasi come fosse una vecchia meretrice , scarna di speranza e di certezza , abbandonata sul ciglio dell’inconscio vivere . No. Non più , mai più . Perché questo me che ho ricevuto per baratto , è solo un identità che non ha luce per tentare l’avvenire , semplicemente perché non ha alcuna verità di passato. Perché è solo il rigonfio cestino di sogni e sentimenti che non sono miei , solo un approdo muto e inerte, senza più vele o sartiame per nessun altro vascello che non sia quello del silenzio . Ma stanotte non è così . Da stanotte almeno non è , e non voglio , che sia più così . Non voglio più essere quel tempo che altri hanno appeso alle lancette del mio orologio , non voglio più essere una casa di cenere e spento vapore , dalle mille finestre colorate eppure del tutto priva di soglia e di nome . Ed è solo scavando che io posso . Ed è solo scavando , e cercando , sotto il sedimento dell’abbandono di me , sotto il fango che troppi giorni di acqua senza sorgente mi hanno disseminato nel cuore , che io posso ancora trovare quel bagliore . Quella scintilla che abita da sempre sotto ogni mio volto e nome , quella scintilla che è l’unico frammento che ho della mia vita , l’unica e levigata scheggia che fa di me vita . Perché , a volte , è solo una memoria talmente distante da sembrarti mai posseduta veramente , ad esser capace di ridarti la sorprendente vicinanza della tua esistenza , di quel fiato che più non credevi possibile trovare nei tuoi polmoni . A volte è solo bussando alla porta della lontananza che nascondi in te , o che tieni imbavagliata sotto i pietosi e amari inganni del tuo sguardo assente , a rivelarti il segreto del tuo cercare senza mai trovare . Ed io , scavando sotto la dura crosta dei giorni senza vento , sotto l’oscuro respiro senza cielo di tutti i miei anni , dentro le polverose tasche del bambino che ero , ho trovato la mia fiamma dalla brace color tramonto , ho trovato me . Dopo tutto questo tempo , dopo tutto il dolore patito nel silenzio di un applauso , o l’inerte disincanto di un sorriso comprato , mi sono ricordato dell’unico riflesso che mancava negli occhi degli altri , mi sono ricordato di me . Sì , ero una memoria gettata via con noncuranza , senza rimpianti , come un sogno che sai essere inutile prima ancora di svegliarti , come un fiume dalle troppe correnti che l’oceano smarrisce alle sue spalle nel volgere di un onda , come uno stinto giornale . Gettato via . Da qualche parte . In un posto che non ha dimensione o cifra , misura od età , sapore o profumo . Dove tutto è perso quando credi di poter scrollare le tue ali in ogni nido del mondo , quando credi che le tue gambe sappiano farti correre ovunque e comunque , senza respiro e senza meta . Ed invece non ti sei accorto che non hai mai nemmeno camminato , perché da sempre sei al solito posto e al solito tempo , perché da sempre è stata soltanto la tua ombra a muoversi , attorno a te , e solo e soltanto grazie al sole . Ma è anche un posto che ha la magia e lo stupore dell’istante , perché è il luogo dove tutto è ritrovato , dove tutto è scoperto o creato come alla nascita del primo cielo , dove la distanza è annullata dalla parola più vera che hai di te , se riesci ad avere un emozione che sappia abbracciare la lontananza . Ed adesso è così . Perché adesso ricordo . E dunque quella emozione senza numero o parola sono ancora io . Sì , io . Perché non sono mai stato un involucro ricolmo di tossine e abbandono , rinchiuso dall’inutilità e dall’effimero in una stanza d’albergo , con l’unica , vuota , amicizia di un televisore che mette ovatta profumata dove dovrebbe esserci spazio . Dove dovrebbe esserci risveglio . Perché sono ancora un volo che non sa perdersi nelle pozzanghere . Perché sono ancora io quella rondine che si addormenta nel sogno dell’infinito , lasciando che il vento bagni di orizzonti e richiami di purezza il mio canto senza musica , il mio battito che risuona dove nascono le sorgenti della primavera . E in me c’è un bambino . C’è un bambino che corre e gioca senza avere l’ombra della paura sul volto , in me c’è un piccolo germoglio che dorme senza la febbre del dolore , in me c’è un giovane sole che mi tiene per mano , non appena una guerra di silenzio e rinuncia è stata vinta , non appena il sorriso diventa un successo che non potrà essere cantato o venduto mai . In me c’è quel bambino che mi compra un regalo con i suoi pochi soldi , lasciandomelo nelle mani , mentre sua madre ride felice del mio stupore , mentre io , d’improvviso , capisco e sento che i miei occhi non si sono aperti invano sul mondo , che i miei occhi son stati capaci di vedere fin dove l’ombra non sempre arriva . Per questo , per lui , per questa memoria , io trovo di nuovo la mia voce e il mio respiro , io trovo di nuovo il ricordo di me . E in questa distanza che non è mai riuscita ad essere inesplicabile , in questa distanza che nessuna futile prossimità è mai riuscita a rendere irraggiungibile , io so ancora di essere . Perché io so ancora che sulla pelle dei giorni e delle notti c’è scritto il mio nome . E dunque posso ancora alzarmi . Posso tirarmi su da questa poltrona di gran pregio , da questa morbida , e paradossale , prigione di inedia e anoressico conforto , di egoismo disilluso e scintillanti bicchieri colmi di polvere e ombre . Sì , posso di nuovo alzarmi ed aprire la finestra sullo sconosciuto fuori , e sul dimenticato dentro , sull’immenso dagli inarrivabili cieli , e sull’acqua che si fa goccia nella mia mano . E di nuovo lasciare che il mare di tempeste e navi lontane si posi sullo sguardo , e di nuovo lasciare che le vele di un sorridente tramonto cantino di vento e primavera per me . Perché la memoria di un emozione non è mai più lontana del ricordo di te , perché grazie a lei , assieme a lei , puoi avere indietro tutto il tempo sofferto nella più fredda distanza , puoi ancora avere indietro te stesso . Ed io , adesso , non ho più bisogno d’inseguire il consenso , il rumore , l’applauso o la vertigine per riempire la distanza e l’attesa di me . Non ho più bisogno di disegnare un punto di arrivo con gessi scolorati , perché adesso possiedo il punto di partenza . Perché adesso possiedo di nuovo me stesso . Ed è proprio il mondo , quello stupore fatto strada , quell’istinto di purezza e felicità sempre in cima all’ultima curva , a non permettere che possa più dimenticare . O dimenticarmi . Mai più .
Lou Sedgwick 2008
( Di solito , in fondo alle cose che scrivo aggiungo sempre una piccola nota per le persone e gli amici che passano a leggermi …ma , sinceramente , non essendo cambiato nulla nell’avversione ormai patologica che la tecnologia ha per me da mesi , dai cellulari ai pc ai tostapane , non saprei davvero che aggiungere stavolta… dunque , se vi leggete una qualsiasi nota che ho aggiunto da dicembre ad oggi è praticamente lo stesso… ci sono persone alle quali non riesco più a rispondere addirittura da Natale.. persone che non mi hanno più visto sul loro blog…mi dispiace , non che dire , non ho veramente parole! Tra queste persone , per chi ha piacere o gli va ovvio , può provare ad aggiungermi su Messenger , il mio account è proprio qui accanto , altrimenti , almeno per ora , non so come altro fare . Nella speranza che le cose vadano meglio presto , un abbraccio grande a tutti , ciao !! )
February 29 Febbraio 2006 - Febbraio 2008 : Due anni di LouSedgwickEh sì . Strano a dirsi ma è proprio così , son già passati due anni da quando ho aperto questo mio blog...ed è buffo che riesca a scrivere questo intervento proprio in un 29 febbraio..e non almeno un paio di settimane prima...ma si sa , quando la tecnologia , le connessioni telefoniche non ti adorano particolarmente succede anche questo ( lo so...su questo sarò un pò monotematico da un pò di tempo a questa parte , ma questa è la situazione ) ...comunque sia credo che l'importante sia riuscire sempre a festeggiare un compleanno ( o un compleblog?!? ;-) .... specialmente di qualcosa a cui tieni particolarmente , e nel quale due anni fa non avevi riposto così tante attese e speranze . Sono davvero felice di far gli auguri a questo mio blog ( e di conseguenza anche a me ovvio ;-) , perché questo spazio che ho condiviso con voi che mi leggete mi ha saputo regalare molto...mi ha saputo regalare soddisfazioni , cose e persone che non avrei mai creduto possibile avere o incontrare...più che la bellezza delle parole credo di essere riuscito , spesso e volentieri , a incontrare la sorprendente bellezza dell'inaspettato...e miglior dono, credetemi , non ci può essere per un compleanno...anche per il compleanno di un blog ! Un abbraccio grande e forte a tutti !! Vi ringrazio , con tanto affetto , e con il mio cuore , di venire qui e di esserci , di venirmi a leggere e a trovare...chi da ben due anni e chi da pochi giorni... ..e ringrazio la luce della meraviglia e dello stupore che questo blog è davvero stato capace di regalarmi . Allora...Buon secondo compleanno LouSedgwick Welcome to Nowhere !!! Un bacio! Fede January 23 Radio di notte 04 " Comfortably numb " ( Pink Floyd ) parte 1 di 2Sono qui , da qualche parte , perso in tutto quello che non so più ricordare di me , perso in tutto quello che non so più sognare di me . Una concitata folla di giornalisti , e manager intrallazzatori , bussa con insistenza alla mia porta e fanno così tanto baccano , così tanto inutile baccano , che non so più neanche immaginare il silenzio , sì , ormai in questo albergo il più grande lusso è soltanto il muto vento che scivola sulle finestre . Alzo la testa dalla mia pacchiana poltrona e riesco solo a vedere ombre muoversi nel soffitto , le variopinte schegge di vecchi film , le scie sempre più rumorose di auto distanti ma veloci , il rozzo accendersi e spegnersi di insegne e pubblicità al neon . E questo soffitto , adesso , è il mio solo e unico cielo. Un grossolano empireo pieno di tutto quello che non sa nemmeno più terrorizzarmi , la scarnificata imitazione di un istante di sole , nient’altro che una pozzanghera colma di colorati liquami , un malsano acquitrino che ha scambiato la volta del mio sguardo per la terra del mio incerto passo. Vorrei tanto che da quelle piccole , minuscole , crepe che vedo lassù potessero piovere stelle brillanti e fredde , e che fossero capaci di far vapore della mia febbre di nulla , di questa rovente febbre dell’indifferenza e dell’inutile che si abbevera del mio sangue . Deglutisco lentamente , e con fatica , mentre sento i dolori del niente farsi strada dentro di me , mentre li sento oltrepassare i fragili , e rotti , steccati dei pensieri con scarpe pesanti e infangate , come se fossero le rugginose chiavi di ogni mia sbarrata porta , come se fossero i padroni di tutti i miei spasmi di vuoto . Anche per questo so che nessuna stella , nessun barlume di cristallo , potrà mai sollevarmi dal peso di questa malattia senza nome , da questa ingrata e amara assenza di me . Perché quando abbasso lo sguardo vedo tanta luce ma nessun sole , tanto che io posso solo accecarmi di buio , di un oscurità ribollente di insignificanti e chiassosi colori , quelli di una volgare tv via cavo , che ha per luce e cuore soltanto il lieve cigolio di un interruttore elettrico. Mi chiedo se , tanti anni fa , ho fatto bene a farmi regalare quella prima chitarra…mi chiedo se aver imparato quei primi accordi mi abbia , in realtà , impedito di imparare le note del mio e dell’altrui mondo , quelle note senza inchiostro , che non possono essere scritte in alcun pentagramma...mi chiedo , seppur stancamente dubbioso , se aver avuto il coraggio di cantare davanti a migliaia di persone abbia davvero ucciso la mia voce…se la mia vera voce è ancora capace di ascoltarsi sognare . Mentre lascio che ogni rumore alla porta della mia camera si perda nel più cialtronesco chiacchiericcio , mentre lascio che ogni universo perda il proprio fiato nel più piccolo e insulso rimbombo , proprio con la stessa indifferenza con la quale lascio le lattine di birra a colare lente , e dispettose , sul pregiato pavimento, mi rendo conto di aver avuto tutto quello che la mia generosa malattia ha saputo vendermi . Sì , ho avuto tutto ciò di cui è sempre carico il nulla , tanto che a nessun dono comprato a prezzo della mia anima , della mia voce , o del mio cuore , ho mai saputo dir di no . Perché il niente è un dolce veleno tinto di meraviglia , un veleno che è sempre fatto di soldi e fragoroso successo , di donne bellissime che ricorderanno di averti conosciuto soltanto per caso , e per caso perduto , di auto più veloci dell’ombra di un rimpianto , di giorni trascorsi dove la folla ha troppi volti , e troppi nomi, per la tua memoria sempre più piccola e fredda , di notti passate dove ogni sgargiante lusso non ha neanche la serena dignità della cartapesta . E adesso che sono qui , inerte prigioniero di questa gelida suite d’albergo , inerme passeggero di questa poltrona soffice come l’obliata amarezza , e appesa alle sconnesse luci di una televisione senza silenzio , io so che suono ha il roboante riso del vuoto senza calcolo . Il nulla ha il sorriso dello scatto di un flash …del primo scatto di un flash… quando cerchi , inutilmente , di far sì che i tuoi occhi possano raccontare a tutti quel che sei da sempre , quel che da sempre hai voluto portare libero e vero per l’accidentato sentiero del mondo … quando cerchi , inutilmente, di lasciare che il sogno sia la tua sola pelle …e credi che questo faccia di te un valore o un merito . Ed invece non sai che quel flash non ti riempie di luce abbagliante , ma che si arroga invece il diritto di portarti via , e per sempre , la tua…perché alla fine , a poco a poco , di te viene venduta soltanto la tua ombra … schiacciata dall’assenza del tutto e del vero , frantumata in smisurate miriadi di immagini senza calore , nient’altro che stinte schegge di polvere colorata . Eppure , in qualche modo , dovrei ancora potercela fare … ancora dovrei poter riuscire a dare a me stesso un segno di vita…riuscire ad alzare il mio respiro oltre questa manto di limacciosa atarassia , al di là di questa vita indifferente come il volo di un ape . Se solo riuscissi . Se solo riuscissi ad aver la certezza di non aver barattato tutto di me…ad avere di nuovo la consapevolezza di quel dono… recuperare quel dono che non ho mai dovuto comprare dal nulla … la memoria di me ….
Lou Sedgwick 2008
Piccola nota per tutti gli amici e le persone che passano a leggermi ….se il 2007 si era chiuso con l’agonia , e poi la definitiva dipartita , del mio primo pc…beh , visto che la tecnologia non mi ha mai molto in simpatia , il 2008 ha pensato bene di aprirsi invece con vari e frequenti problemi di connessione telefonica a internet … situazione che , al solito, mi ha tenuto lontano spesso e volentieri dal web.. problemi che adesso spero risolti o almeno di minor importanza …non è che io non ci fossi , o fossi improvvisamente scomparso subito dopo Natale , o che non volessi più passare a leggere blog o a rispondere .. io ci sono sempre stato , era la mia connessione che non c’era più ! eh!eh!eh ! ;-) Se poi , proprio per esser pignoli , vogliamo aggiungere anche altro…quello che definirei , in un certo senso , “ un piccolo classico “…( un problema questa volta non solo mio ma , a quanto so , decisamente comune a molte altre persone )… e cioè ci vogliamo mettere anche il problema che , spesso, non si riesce neanche ad accedere al proprio blog .. e nemmeno a lasciare commenti da altre persone ( “server too busy “ “problema col server riprova” ecc. ) si capisce per questo perché l’assidua pratica degli esercizi zen è forse un opzione da prendere in seria considerazione ;-) Ancora una volta chiedo scusa , e pazienza , a tutte le persone che sono passate da qui a leggermi oppure a lasciarmi un post … tornerò a leggervi e a rispondervi nel più breve tempo possibile :-)…chi mi conosce da lunga data su questo blog , o su Messenger , sa già che io , per vari motivi , arrivo sempre in ritardo …ed è vero…ma sa anche che , ogni volta , faccio del mio meglio per arrivare sempre …e di questo si può star sicuri :-) Un abbraccio grande e forte a tutti !! A presto December 24 Auguri !!!! Tanti affettuosi auguri di Buon Natale e di buone feste a tutte le persone che vengono a leggermi , o che semplicemente si troveranno a passare da qui in questi giorni . Che per tutti il più grande dono sia sempre quello di avere un sorriso sereno , e dolce , di cui potersi rivestire ! Un abbraccio forte e grande a tutti !! Auguri !!!! Fede December 17 Keep in a safe place 06 " Claudia , il colorato eco di uno sguardo lontano "Se soltanto tu potessi correre ancora nel vento più luminoso , attraverso i prati di quei sogni che riposano nell’armonico mulinare di tramonti e pensieri , attraverso l’avvenire e il vuoto baratro del tempo . Se soltanto io potessi ancora dipingere gli steli d’erba , e le nuvole lontane , col morbido suono di un pomeriggio d’inverno , se soltanto sapessi ancora il nome di quella strada che non ha avuto solco e curva , il nome di quel cammino che dorme dove l’ombra va a spogliare il cielo . Ma io so che la vita non è altro che un equazione distratta , un calcolo che non ha termini o cifre precise , fatto di minuti spesso accartocciati e polverosi , un calcolo del quale ignoriamo sempre l’autentico e solo risultato . Per questo oggi non posso altro che parole sgrammaticate , lettere d’errore e d’aria come un passato senza voce o nascita , ed è per questo che posso dedicare al tuo sorriso solo ciò che non saprai mai . Nel bagaglio che ogni mattina scalda il mio respiro c’è ancora tutto , tutto quello che non eravamo mai stati e anche tutto quello che non siamo più , e chissà , forse non immagini che non devo rovistare molto tra le vite , e le stagioni incontrate, per ritrovare di nuovo quel dolce suono d’armonia , il rintocco di quella mattina colma di grappoli di luce , piena del profumo senza nome e senza prezzo della fanciullezza . Ricordi ? Eravamo laggiù , bambini , da qualche parte , tra le silenziose correnti dei giorni e le onde troppo alte , senza rumor di risacca , degli istanti privi di mezzanotte . Sì Claudia , eravamo noi , ed esistevamo senza bisogno di ombra , o di nome , in quella buffa e improvvisata gara di ballo , dove la musica non aveva alcuna importanza tranne quella di esistere , dove tutti i colori erano già nel palmo della tua mano , dove il vento del cuore disegnava sopra il mio petto passi leggeri, tenui , proprio come i sogni di un fiore senza radici . E a nessuno di noi due importò poi granché che il premio svanisse oltre di noi , nel giro di un'altra danza e di un'altra coppia , non ci importò proprio nulla del fatto che non eravamo riusciti ad andare oltre il terzo posto , perché ancora oggi so qual è la risposta alla nostra indifferenza , perché ancora oggi so che è soltanto del premio che non è rimasta alcuna memoria . Sai che , a volte , nella notte , mentre l’oceano del sogno , e dell’impossibile, porta d’improvviso ai miei piedi le translucide chiavi di ogni possibile , io posso ancora sentire il dolce rumore del tuo sguardo , la curva profonda dei tuoi occhi posarsi dritta, e sicura , su di me ? La posso ancora ascoltare come fosse un barlume di calore sfuggito all’inverno , come un battito d’ali che risuona nella volta di una chiesa silenziosa , di una cattedrale appoggiata all’orizzonte e illuminata dai colori dell’alba più bella e nascosta. Sì , perché questo è il dono che lasciasti dentro la mia pelle , a cantare di futuro e di sorriso , mentre il tuo viso appariva , e soltanto per me , nella folla sciocca e indistinta , in quel tumulto dalle troppe parole che attendeva all’ingresso della nuova scuola … di quel nuovo , ma sciagurato , posto dove saremmo diventati grandi … anche nostro malgrado , certo … ma dove sempre saremmo stati vicini , dove sempre saremmo stati insieme . Ricordo le mattine e i giorni , l’ingenuità senza colpa e i baci dal sapore di primavera , come se tutto fosse un libro che non alcun bisogno di aver coscienza dell’inchiostro che lo fregia , come se il fumo colorato delle stelle sapesse già quale cielo riempire della propria bellezza . Sento ancora il dolore dei pugni , ma anche il mio orgoglio , per averti difesa da chi era talmente misero da aver bisogno di avvilire , di umiliare ciò che non può mai esser preso , ciò che non può mai esser vinto da chi ha soltanto il coraggio dell’invidia e dell’odio . Ho sempre nelle mie orecchie i versi , e le risate, delle più improbabili recite , ho ancora tutti i suoni , e tutti i vuoti , ricolmi di sorrisi dolci e veri … e perfino adesso , perfino ora che scrivo , potrei quasi voltare la testa , sì proprio come allora , in quella festa così bella , e sentire la voce di quella ragazza , di quella tua compagna di classe , sussurrarci divertita “ E voi due che fate lì fermi…dai , che tutti possiamo vedere divisi tranne voi due ! “ Posso ancora rammentare tutto , ogni cosa , anche il leggero tintinnio dei piccoli giochi che ci regalavamo , perfino la loro morbida stoffa o il leggero ruvido delle minuscole scatole , tutto quello che era così impercettibile da essere un silenzio che solo l’amore poteva cantare , tutto quello che costruiva piano piano la scala per arrivare , ogni giorno, a trovare le nostre parole . E a poterle ritrovare ogni volta sempre lì , sempre intatte e sempre nuove , l’unico tesoro che non puoi mai smettere di contare . Ma oggi la memoria non può arrestarsi qui , no , non può trattenere il passo poco fuori l’ultima porta , poco distante dall’ultimo cielo . Perché non posso rammentare soltanto questo , perché devo poter ricordare anche la mia colpa , quel mio madornale errore , quell’unica frase scaturita , e maldestramente, dalla mia età ancora immatura e acerba… la risposta più stupida e sbagliata , quella mia risposta che invece la tua domanda pretendeva di ben altro significato e valore . Oggi ti avrei dato una risposta ben diversa , perché era la stessa che volevamo darci , la stessa che volevi tu , la stessa che anche allora sentivo e che era sì in me , ma che non seppi però portare alla mia bocca , che non seppi però pronunciare . Di quel che successe dopo ho solo il ricordo dell’assenza e del freddo , del rumore stonato e rugginoso di tutto ciò che va a finire , dei miei goffi tentativi da ragazzino di cercarti ancora , di tutto quello che non c’era più , del possibile che ormai non era più neanche probabile . Quando per puro caso , ed alcuni anni dopo , in una sera d’ inverno , ho ritrovato di nuovo le tue orme sulla scia del vento … ho abbracciato ancora , e per l’ultima volta , il tuo sguardo e il tuo sorriso… e lì , per un lungo attimo , ho avuto la sensazione che tutto quello che avevi per me nei secolari anni dell’adolescenza fosse ancora da qualche parte dentro di te , intatto . Se solo la vita non fosse un fiume che porta lontano , un ruscello d’acqua senza nome e senza fondo , che porta fiori ed arbusti a perdersi nella più remota lontananza , all’improvviso , con dei perché ai quali non potremo mai più dare risposta .. Se solo in quella festa avessimo continuato a ballare senza smettere mai … se solo lo avessimo fatto…senza smettere di abbracciarci , senza vertigine e senza riposo ..chissà .. forse oggi sarebbe tutto diverso…forse saremmo diventati grandi senza pagarne il prezzo ..e forse avremmo trovato un posto soltanto nostro, da qualche parte , lungo il tenue orlo dei sogni.. un posto dove il giorno e la notte non siano altro che i passi di una danza senza ombra ne parola . Ma oggi molte cose non sono più , distanti i mondi , perdute le strade , oggi è possibile solo il ricordo , e il bene che quel ricordo ha lasciato . Ovunque tu sia adesso spero con tutto il mio cuore che qualcuno renda felici , e sereni , i tuoi anni.. che la tua mano non stringa quella di un uomo di carta , di un uomo che non conviva come un sorridente passeggero delle tue rinunce , ma che meriti davvero e per sempre il tuo amore e il tuo sorriso .
Ciao Claudia.
Lou Sedgwick 2007
December 06 " Attesa nell'ombra " ( 1994 )Ascolto il vento che mormora dove finisce il silenzio dove la città non semina fiumi d'ombra
e il marmo non attende la pioggia della notte
ascolto il flebile passo delle nuvole sul lontano mare
dove le strade si perdono tra le rondini e le stelle di ghiaccio
e mille e mille fantasmi riposano sotto i ponti del domani
ascolto il mio cuore che rotola tra la polvere e il soffitto
dove camminano i sogni e i ricordi di un giorno senza fine
e le fragili luci del cielo smarriscono la vita
ma io so che l'abisso lascia impronte d'infinito
io so che sussurra quieto dal fondo della vociante piazza
quando la sera accende lanterne sul fiume di mezzanotte
e la pioggia si perde nei vicoli più profondi
io so che arriverà come vagabondo ospite senza nome
forse profumo di una ansiosa passione
forse collera di una tradita amicizia
ma sarà il fioco araldo che bussa alla mia porta
sarà l'editto di un inverno nascosto al mondo
perché sarà Solitudine a stringermi appassiti universi nelle mani
a conficcarmi le spine di un remoto orizzonte nel cuore
perché Solitudine aprirà i cancelli dell'abbandono
e viaggerà con me sopra le assorte pianure dell'oltremare
fino alle vuote campane del tempo
fino al desco dell'irosa Tisifone
là dove la vendetta è perenne nulla
là dove l'ombra è sete di vita
ascolto e attendo ciò che non riposa ne mai dimentica
attendo l'esule soffio di un temporale d'autunno
affinché io possa ancora salire sui tetti del vasto infinito
e da lassù bere l'esitante vertigine di un mondo che corre sul cielo
dissetare il tramonto con le stelle trascinate dalla pioggia
e sognare che il giorno nasca poco prima dell'oscura notte
laggiù dove il vento nasconde il silenzio dell'armonia
laggiù oltre il cigolante equilibrio degli assopiti orizzonti
là dove il coraggio dell'utopia è l'esistenza
là dove il mio sorriso è l'oceano che il sole nasconde
là dove il mio cuore è lo sconosciuto vascello che mai più tornerà
Lou Sedgwick 1994
November 07 In attesa di pc nuovo...................Ebbene sì...il mio vecchio , glorioso , pc ha definitivamente lasciato questa terra ( digitale? ;-)
Questa è la causa del mio enorme ritardo nell'essere sul web e per questo , come nel mio intervento precedente , chiedo ancora una volta SCUSA a tutte le persone che sono passate a trovarmi nelle ultime settimane e a lasciare un loro pensiero..a molte persone devo rispondere da molto molto tempo e questo mi dispiace tantissimo non averlo ancora potuto fare , spero davvero tanto che nessuno si sia offeso ma , come spiegato , non è affatto dipeso da me...con me si sa per certo che arrivo sempre o quasi in ritardo per vari motivi ...ok.... ma non mi era mai capitata un assenza , seppur obbligata , così lunga e prolungata !
Scrivo da un internet point in questo momento e per questo son costretto ad ottimizzare i tempi , ad essere ( contrariamente alle mie abitudini ;-) decisamente breve ...almeno per questa volta eh!eh!eh!
Il mio nuovo pc è atteso , finalmente , a inizio della settimana prossima...e dunque spero di essere presto di nuovo qui ( e di nuovo in grado di venirvi a trovare , e a rispondervi ) in tutta calma.
Un abbraccio forte a tutti .
Alla prossima settimana!
Ciao
Fede
October 23 Effetto Notte 06 " Talk Radio "
On air. Così tante volte ho letto questa frase nel display , così tante volte l’ho sentita dentro di me , proprio come uno schiaffo o un sorriso , come l’inizio di un viaggio senza bussola o la fine di un attesa senza speranza. Ricordo ancora la prima volta… il primo istante che quel piccolo , ma perentorio , lampo s’incendiò di rosso…ne riuscii ad avvertire la sfolgorante scarica fin dentro il polveroso nido dei miei sogni più dimenticati , fin dentro la mia gola arida di vita e di orizzonti , da sempre smaniosa dell’aria dai tanti colori che solo le tempeste più distratte lasciano dietro di sé . Barry , il semplice commesso di un negozio di vestiti … lo sconosciuto , polemico , chiacchierone di uno dei tanti negozi di Dallas era finalmente arrivato ad essere vivo , dopo aver passato l’ intera esistenza a fingere di respirare , all’improvviso si trovava lassù …nell’equilibrio mormorante delle onde radio , dove ogni nuvola recava con se le lunghe ombre di mille e mille parole . Già , era proprio così , non potrò mai più dimenticare il Barry che ero in quei primi anni , quando ogni telefonata portava sempre un pezzo di cielo diverso , dal sapore ogni volta sconosciuto , quando la mia stessa pelle non era nient’altro che un mosaico di voci . Ogni tanto , mentre dormo , e il quotidiano si affievolisce indistinto dentro il sussurro colorato del sonno , qualcosa di me cerca ancora di trovare una strada , una via che porti di nuovo a ciò che ero , a ciò che dentro di me è sepolto , interrato sotto l’umido grigio cenere di sottoscala senza fine, di cantine troppo vuote per esser così ricolme di echi disarmonici . Non so se mai riuscirò di nuovo a trovare in me quel Barry , io so solo che lo vorrei tanto … perché vorrei almeno un frammento di quei giorni …sì , una scheggia dal fiato luminoso…una scheggia dei giorni sfuggiti al maglio della rabbia e all’incudine pesante dell’impotenza . Chissà se da dietro il suo pesante vetro insonorizzato Stu si accorge , se si rende conto di cosa mi passa dentro gli occhi ogni volta che mi siedo davanti al microfono , chissà se la mia controparte tecnica ha la più vaga idea del mio respiro corto e pesante , mentre con i suoi gesti mi dà i tempi della trasmissione , mentre si affanna a mettere cassette di spot pubblicitari o di canzoni che nessuno ascolterà mai veramente . Stu è con me fin dai primi tempi , fin dai primi momenti di questa radio cittadina , di questa emittente sempre in perenne attesa di passare al circuito nazionale…anche Stu fa parte in qualche modo di quei giorni così lontani , di quei momenti che adesso non so più inseguire nemmeno nei sogni ..per questo mi dico che almeno Stu avrebbe dovuto accorgersi della differenza , almeno lui avrebbe dovuto rendersi conto della rabbia che mi ha avvelenato la voce . “ Barry … è soltanto uno show …nient’altro “ questa è stata la sua frase , quando ho cercato di fargli capire che nella mia voce non ci può essere soltanto rabbia … che il mio respiro non può essere incatenato per sempre al triste giogo dell’impotenza , perché se non so dare luce non riesco ad aver |