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LouSedgwick

Welcome to Nowhere
August 31

Keep in a safe place 07 " Marco , il ragazzo che aveva per corde di chitarra cieli e nuvole lontane " parte 1 di 3

 

L’amicizia fraterna è una luminosa goccia d’orizzonte nella quale inciampi all’improvviso .

Perché essa non può mai essere frutto di un calcolo o di una ricerca , perché nessuna equazione ti porterà mai al suo splendore , nessuna volontà di essere , avere o pretendere potrà mai portarti ad altro che non sia una sterile circostanza , un abbraccio degenere , o un sorriso dipinto su di un cartone umido.

E nessun sogno saprà mai mettere la tua ombra su quella strada , nessun sogno saprà mai indicarti dove e quale sia la porta alla quale bussare , potrai soltanto intuire che , da qualche parte , nell’immenso gioco di stelle e vite c’è un angolo che non ha svolte , e che non si perde nelle ombre dell’oltre e del forse .

Non puoi corrergli incontro , non puoi camminargli parallelo e non c’è acquisto o baratto possibile , deve essere lui a trovarti , e tu puoi soltanto restare in piedi ad osservare ciò che il mare porta a riva , tu puoi soltanto attenderlo , aspettare che quell’angolo regali la prospettiva alle poche dimensioni dei tuoi pennelli .

Io sono stato trovato poco oltre lo sgraziato suono di un vecchio campanello.

Ed è stato nel tempo che occorre ad un vetusto , pesante , portone di legno di aprirsi appena un po’ , nel suono e nel fiato di una luce calda ed improvvisa , di uno spiraglio aperto , di quella  luce d’estate che doveva far entrare un ragazzo , un obiettore di coscienza , nel grembo di un anno di servizio civile.

Ancora oggi , in questa declinante estate di un futuro , allora , inimmaginabile , ricordo con divertito,  sereno e autentico affetto ,  l’indugiare sulla soglia di questo giovane ragazzo e , soprattutto , le sue parole …. le sue frasi d’esordio legate  assieme dal filo di un entusiasmo non esattamente contagioso … come tutte quelle persone che si trovano a dover affrontare una dimensione della quale non conoscono ancora del tutto i confini , certo …  ma anche come tutti coloro che si chiedono se davvero ,  in quella nuova dimensione ,  ci sia oppure no un margine per esprimere una idea , un cambiamento , una verità , un fatto .

O per essere autenticamente se stessi , e non come privilegio o concessione altrui , ma come diritto e come dono .

Perché il semplice essere se stessi possa essere una risorsa , una opportunità ,  una ricchezza ,  per te e per la realtà nella quale ti trovi a camminare , perché il silenzioso essere possa avere la dignità di illuminare quell’ombra dalla voce , soltanto colorata , che è l’apparire .

Questa sera so che quei dubbi e quelle speranze appartenevano anche a me , non mi erano sconosciuti , e so che ognuno , in modi e tempi diversi , ha avuto le proprie risposte .. si è inevitabilmente incontrato o scontrato con esse … risposte belle e inattese … risposte brutte e temute ma , in fondo ,  nient’altro che vita  … quella che mette ai tuoi piedi un punto interrogativo come fosse un tappeto di cocci di vetro , o quella che lascia un punto esclamativo attorno al tuo collo come fosse una sciarpa calda e confortevole .

Riflettendo con un pizzico di malinconia oggi so che  , a volte , domanda e risposta convivono già nella stessa situazione  e nel medesimo istante , inevitabilmente intrecciate e altrettanto inevitabilmente inestricabili …indifferentemente vere e false , affermative o negative allo stesso tempo…ognuna chiave e serratura dell’altra… ed ebbi modo di sospettarlo anche allora , trovandone prova nel secco e piatto sorriso che accolse , poco oltre me , l’indugio e le parole del nuovo obiettore a nome Marco .

Mentre venivo invitato a far da cicerone al nuovo venuto nel centro di prima accoglienza , allora non potevo ancora sapere che quel sorriso appeso ad un chiodo malfermo , quasi fosse una scolorita stampa di inizio secolo dalla cornice dorata , ma pericolosamente inclinata ed assai piena della polvere di una soffitta oscura , apparteneva proprio ad una delle pochissime persone ( assolutamente non più di due o tre )  che , in vita mia ,  sarebbero poi state capaci di chiedermi scusa per qualcosa di importante .

In questi istanti di fine agosto , ancora rumorosi di afa e di giorni buttati via ( i miei come quelli di tanti altri in questa stagione del resto  ) , mi domando se l’inevitabile “qualcosa “ o “ qualcuno “ col quale prima o dopo dobbiamo confrontarci abbia davvero in se , e in quale misura , la dignità del riconoscere una colpa od un errore commesso nei tuoi confronti… oppure  se tutto quello che puoi aspettarti non è altro che una parola , una convenzione sociale come un'altra , usata più per non sentirsi sporchi , per non aver pesi , che per offrire davvero il dono del riconoscimento di una propria mancanza .

Temo però che  oggi  , esattamente come allora , in quei tempi di vagabondi e piatti vuoti , di abbandonati e prostitute , di rifiutati e pizze fredde , questa mia piccola riflessione sia ancora oziosa , senza una reale e convincente risposta o  , semplicemente ,  senza alcuna  soluzione possibile .

Ma adesso , rispetto al me di allora ,  c’è qualcosa di più ..perché  c’è ben altro al di là di ciò che non si sa se mai avrà logica o sentenza , al di là di riflessioni che forse non offrono sentieri praticabili fin dalla notte dei tempi .

Perché a differenza di quei giorni lontani  , e non sempre facili , nel mio piccolo scrigno di risposte oggi posso dire di avere verità per altre domande , per domande ancora più importanti e decisive , nelle quali non ho più bisogno di inseguire alcun filo nella matassa .

Verità che ,  allora ,  non sospettavo potessero davvero muoversi per le caotiche strade del mondo , tanto che mai avrei potuto immaginare che  , una delle più belle e importanti verità della mia intera vita , potesse essere distante da me il semplice trillo di un campanello.

Mentre quel giorno facevo camminare quel nuovo “ collega obiettore “ per scale silenziose , mentre gli facevo vedere dove erano camere e stanze di lavoro … non avevo idea che , invece , accanto a me camminava molto più questo…ancora non sapevo che era molto più di un ragazzo o di un nuovo collega….perché vicino a me camminava un dono e una verità… una verità di nome Marco….colui che sarebbe stato , allora proprio come oggi e come sempre , il più grande e fraterno amico della mia vita….

 

 

Lou Sedgwick 2008

 

June 11

Di corsa....

Brevissimo ( ma issimo eh ! ) aggiornamento notturno per farvi sapere che sono in pre - esami università  e che  , per questo , ci sono davvero poco in questi giorni .
Farò comunque il possibile , come sempre , per aggiungere presto le altre cose che avevo annunciato nel coming soon prima del mio post sul film " Leon ".
Alle persone poi che si sono aggiunte recentemente tra i miei lettori volevo far sapere che  , a causa di problemi internet ( ormai storici e/o cronici  , e già a conoscenza degli amici e delle amiche di vecchia data del mio spazio ) , ci sono alcuni blog che potrei non riuscire a raggiungere sempre ... per questo non vi offendete se mi avete lasciato il vostro primo post ...ed avete invece notato che io ancora non vi ho risposto...non è che non ho voluto rispondervi .. è solo che per ora non ci sono riuscito .
( Se allo scarso tempo a disposizione  si aggiunge poi la mia vetusta connessione internet ,  non ancora migliorabile per ragioni che sarebbe qui fin troppo lungo da spiegare , beh vi potete fare una certa idea dei miei ritardi da era geologica....)
Dunque , non preoccupatevi , nessun problema , con un pò di pazienza risponderò a tutti .
Altre cose da dire...ho aggiornato i miei album fotografici , dunque se vi fa piacere dateci uno sguardo... e , infine , ho anche anche aggiunto ( proprio sotto il modulo degli album )  un secondo guestbook ... quello che msn mette a disposizione come modulo blog , e da usare principalmente se volete lasciarmi foto , immagini , html ecc...cosa invece non del tutto possibile nel mio principale , e normale , guestbook .
Un abbraccio grande a tutti , a presto !
Fede
 
May 31

Effetto Notte 07 " Leon " ( film di Luc Besson con Jean Reno )

 

 

Guardo la vita .

Guardo la vita spegnersi da dietro lo spioncino di una porta.

E non ho un sorriso o una lacrima da dedicarle , nemmeno un sogno , un rammarico o un rimpianto.

Tutto quel che so dell’esistenza lo tengo saldamente nella mia mano , ed è una verità fatta di metallo e proiettili .

Sì , nel teatro che la vita ha allestito per me ci sono soltanto rumori , frastuoni che ogni volta sanno ingigantirsi e gonfiarsi dentro di me come ombre sterminate , così grandi e potenti da riempirmi ogni anfratto del cuore , e così assolute da non lasciare spazio nemmeno al battito.

Al chiasso dei colpi , delle urla di paura e dolore , dei corpi che cadono pesantemente in terra , non ho alcun sentimento da opporre , nessuno , neanche l’annoiato sberleffo di uno sbadiglio .

Ho sentito dire in tv che cose del genere dovrebbero provocare orrore e sgomento , non so , io so soltanto che per me hanno un significato logico , e non etico , morale , umano…per me sono le conseguenze , gli effetti , di un mondo dove risuonano unicamente gli ululati dei lupi , dove i contratti sono veramente scritti col sangue , dove soldi e potere sono il solo orizzonte da raggiungere , disseminando di relitti e gelido silenzio la strada percorsa.

In questo sgangherato teatro che è il mondo non c’è spazio per la pietà , speranza e purezza non lasciano alcuna impronta , semplicemente perché non esiste alcun cielo dove far distendere le loro ali , perché ogni dimensione del possibile non è altro che un altra porta per la disillusione , l’ennesima , e ne migliore ne peggiore della consapevolezza di esser nati per riempirsi gli occhi di vuoto .

Sì , vuoto , proprio come questo stesso gelido istante , dove il baccano ha lasciato il proprio posto sul palco per accomodarsi in platea , per lasciare che il protagonista diventi il canto del nulla , il canto di ciò che non sarà mai più .

Infatti , adesso  , dall’appartamento vicino al mio non arrivano più rumori , non si riesce ad udire null’altro che il mormorio del vento sulle scale.

Non ci sono più detonazioni o lamenti , non ci sono più suoni di vittime che fuggono o latrati di mastini un tempo uomini , nessuno che urla ordini o minacce , nessuno che invoca un aiuto che non verrà mai .

I corrotti hanno portato a termine il loro lavoro , e qualcuno di loro esce perfino per fumarsi una sigaretta , apparentemente con una naturalità tanto disarmante quanto paradossale … eppure adesso nell’appartamento vicino non c’è più nessuno vivo …eppure adesso tra quelle vecchie pareti da condominio popolare nessuno sorriderà mai più .

Ma questa mattina di sole non è altro che la prova dell’unica esistenza che conta ,  l’esistenza di una legge non scritta , la più importante di tutte nel mondo sciagurato e senza speranza degli uomini , la legge degli affari , di quegli affari da portare a termine e da difendere ad ogni costo .

I corrotti non hanno fatto altro che applicarla quella legge , per il loro essere non sono ne dalla parte del giusto ne dalla parte dell’ingiusto , sono semplicemente dalla parte del vincente , e per questo non hanno alcun bisogno di coscienza , ne di averla per se ne di riconoscerla agli altri .

Un peso superfluo in se stessi , un impedimento da rimuovere con le buone o le cattive negli altri.

Per questo ora alcuni si limitano a fumare , e  in piena beatitudine ,  sigarette nel corridoio …. per questo altri di loro cercano nell’appartamento del loro , infedele , pusher di zona le dosi mancanti al business…e tutto viene fatto con placida calma , senza panico , senza alcuna fretta o amaro rimorso.

Del resto chi sono io per giudicare , chi sono io per poter assegnare colpe o giudizi , per dire dove stia il bene e dove il male .

Sono soltanto uno che fa le pulizie .

A pagamento.

E dopo che l’ombra si è allungata dietro alle mie spalle nessuno può restare in piedi per esserne toccato ,  per conoscerne il mistero , ed è questa la sola legge che riconosco a me stesso , dopo che ho compiuto il mio lavoro nessuno deve restare vivo , e in piedi  , dietro le mie spalle .

Chissà , se ci fosse stata la necessità per il mio datore di lavoro , e i soldi giusti ,  forse anche io sarei entrato in quell’appartamento assieme ai corrotti , anche io avrei fatto ciò che sarebbe stato giusto per preservare l’integrità del business .

Ma credo proprio che , almeno  una volta finito , avrei preferito nascondermi gli occhi dietro le circolari e piccole lenti dei miei occhiali da sole , perché i riflessi di ciò che fai restano impressi come fantasmi sulla tua retina , e pure per un bel po’ , così a lungo che quando cerchi di addormentarti quei fantasmi rischierebbero di entrarti nell’anima .

E nella mia anima , invece , c’è spazio solo per ciò che non ci sarà mai .

Mentre faccio scattare lievemente la sicura della mia pistola per poterla riporre mi accorgo di qualcosa , qualcosa che all’improvviso sbuca oltre l’angusto spazio del mio spioncino , qualcosa che era momentaneamente sfuggito alla mia memoria .

La ragazzina .

E’ la ragazzina che mi ha chiesto il favore di andarmi a comprare il latte , la ragazzina triste che trovo sempre a nascondere le sigarette appena fumate per le scale , la ragazzina che ha lividi sulla faccia come riesce ad avere soltanto un disperato pomeriggio d’autunno a New York .

E’ la figlia del pusher che ha appena provato a fregare i corrotti , che ha appena provato a mettere in piedi un proprio , personale , business parallelo…e che , adesso , ha il dubbio premio di vederla sfilare nei suoi vitrei occhi di cadavere…proprio mentre lei si porta una mano alla bocca per parare un singhiozzo di orrore e sgomento…proprio mentre lei si avvicina alla mia porta…al mio campanello .

Per un istante  mi accorgo di desiderare fortemente di essere in un altro posto  perché  , nell’attimo in cui lei poggia il suo tremante dito sul pulsante del mio campanello , mi rendo conto che qualunque possa essere adesso la mia reazione non potrà che essere una scelta ben precisa.

Lo squillo sgraziato del pulsante sembra rimbombare in tutto il condominio , mentre lei singhiozza

e con voce fioca mi prega di farla entrare , di aiutarla .

Non so che fare .

I corrotti non sono stupidi , capiranno ben presto che lei è l’unica della famiglia scampata al massacro , sanno benissimo che non possono lasciare niente e nessuno dietro di loro…difatti sono pressoché sicuro che almeno uno dei tizi è andato a cercarla giù in strada…mentre un altro è rimasto fermo di sentinella nel corridoio…e per il momento è lì.. fermo e tranquillo…ma sta guardando da questa parte.. proprio verso la ragazzina che suona alla mia porta….proprio verso la mia porta…

E comunque non è vero che non so che fare.

Dovrei lasciarla fuori , dovrei lasciare che i corrotti terminassero il loro lavoro sulla soglia di casa mia , questo lo so benissimo .

Perché è solo questo che  sarebbe logico , perché solo questo sarebbe giusto per la legge che governa questo mondo impazzito ,  drogato di denaro …perché se apro questa porta commetto un crimine , espongo la mia incolumità , macchio la mia professionalità di una folle , e non produttiva , ingenuità da principiante .

La ragazzina cerca di sforzarsi di non far notare che piange…ma non ci riesce molto bene…e la sentinella poco lontana da lei inizia a guardare con troppa insistenza…forse non è ancora sicura , ma è certo che ormai sta iniziando a sospettare.. e la ragazzina non ha più molto tempo ormai…

Dovrei lasciare che quell’uomo si avvicinasse a lei…si rendesse conto…e portasse a termine il lavoro che gli è rimasto da fare .

Certo , proprio così , non avrei difficoltà ne impicci , dopo potrei anche mettermi alla tv  e  , se le confezioni portate dalla ragazzina fossero ancora intatte davanti alla mia soglia ,  potrei pure bermi un buon bicchiere di latte .

Sì…potrei…ci sono molti potrei…forse perfino troppi…un infinità di potrei….

Già.

Il problema è che , forse , tutto ciò che è infinito mi fa paura.

Il problema è che …..potrei sì….ma invece non posso.

Non so nemmeno io il perché , ma so solo che apro la porta di scatto e la faccio entrare.

Mentre richiudo in fretta la porta la guardo negli occhi e mi sembra , per un attimo , di cogliere qualcosa che non ho mai visto .

Qualcosa che non sapevo far parte di questo mondo.

Come la scia , improvvisa , e sfuggente , di una stella lontana…talmente lontana da chiederti se davvero l’hai vista…talmente vicina da risponderti che sai di aver toccato qualcosa…senza mai volerlo o mai immaginarlo.

In un solo istante.

Non so , forse è soltanto qualcosa di cui ho solo sentito parlare , ma che non ho mai incontrato finora … non ne conosco neanche il nome … e mai ho scandito le sue lettere sottovoce … e non solo perché sono analfabeta .

Chissà che cosa ho visto , o credo di aver visto , ma qualunque cosa sia …beh ho l’impressione che sia qualcosa  da scoprire nel tempo , un dono .

Solo che ora non ho il tempo per farlo .

Perché ho appena fatto una scelta .

Ed ho aperto una porta dalla quale non si torna indietro.

Il corrotto si sta avvicinando alla mia soglia , con una pistola in mano  , ormai è quasi sicuro di aver capito… so bene cosa sta per succedere … sono un sicario … e dunque conosco bene l’acre e fetido odore di una situazione del genere .

Tolgo la sicura alla mia arma e mi preparo allo scontro , so per certo che tra breve li avrò tutti addosso , ma se la mia tattica sarà ineccepibile ho buone probabilità di far uscire vivo me , e la ragazzina , da tutto questo .

Ed in fondo , per quanto sia buffo o folle pensarlo , non ho neanche paura di trovarmi a difendere qualcuno che nemmeno conosco , non ho nemmeno paura di affrontare una banda di assassini .

Perché ho una paura ben più grande .

Ho molta più paura di non riuscire mai a capire , a sapere ciò che ho letto negli occhi della ragazza , ho più paura di non riuscire mai a saperne il nome , ho più paura di non poter mai imparare a leggerlo .

Per questo oggi mi trovo a dover difendere , per questo oggi son dietro la mia porta ad aspettare una battaglia .

Perché se la vita è sempre così dura non è detto che dobbiamo accettare che lo sia per sempre , perché non siamo vivi soltanto per respirare , siamo vivi per essere umani .

 

 

Lou Sedgwick 2008

 

 


April 30

Premio e coming soon.....

Un grazie , con tanto affetto e riconoscenza ,  a Nicoletta   http://zizzi114.spaces.live.com per il premio  " amico prezioso " Foca Pride 2008 !!! Grazie Niky!!

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Sperando di essere presto qui a pubblicare di nuovo ( e a rispondere !!! ;- )  ecco il mio " Coming Soon "....

1 - Effetto Notte 07  " Leon "

2 - Keep in a safe place 07 " Marco "

3 - Vorrei ancora

4 - Il racconto più bello

5 - Radio di notte 05 " Your own sweet way "

6 - Fede : Istruzioni per l'uso




March 31

Radio di notte 04 " Comfortably numb " ( Pink Floyd ) parte 2 di 2


Sì , forse è proprio così ..

Forse sono ancora in tempo per non dimenticarmi .

Per non dimenticarmi di me.

Ancora in tempo per sentire il vento della memoria che mi accarezza le mani , mentre il cielo del mondo cerca ancora l’eco lontana della mia voce .

Perché proprio grazie al ricordo , grazie a ciò che ho schiacciato dentro anni d’inesorabile distanza , posso essere finalmente di nuovo vivo , di nuovo io .

Non più questo me senza paura e senza coraggio , frutto dello scellerato patto col vuoto fatto arcobaleno , frutto della oscura polvere spacciata per universo .

Non più questo vestito logoro e trasandato che mi sento per anima , questa gracile , e malata , ombra di sorriso che attraversa i miei giorni e il mio volto .

Già…il mio sorriso…quella firma di me che ho lasciato in troppe foto , in troppe riviste , in troppe stanze senza luce , in troppe danze sull’apice del buio.. e che adesso non ha più ali per nessun soffio di vento .

Quasi come fosse una vecchia meretrice , scarna di speranza e di certezza , abbandonata sul ciglio dell’inconscio vivere .

No.

Non più , mai più .

Perché questo me che ho ricevuto per baratto , è solo un identità che non ha luce per tentare l’avvenire ,  semplicemente perché non ha alcuna verità di passato.

Perché è solo il rigonfio cestino di sogni e sentimenti che non sono miei , solo un approdo muto e inerte, senza più vele o sartiame per nessun altro vascello che non sia quello del silenzio .

Ma stanotte non è così .

Da stanotte almeno non è , e non voglio , che sia più così .

Non voglio più essere quel tempo che altri hanno appeso alle lancette del mio orologio , non voglio più essere una casa di cenere e spento vapore , dalle mille finestre colorate eppure del tutto priva di soglia e di nome .

Ed è solo scavando che io posso .

Ed è solo scavando , e cercando , sotto il sedimento dell’abbandono di me , sotto il fango che troppi giorni di acqua senza sorgente mi hanno disseminato  nel cuore , che io posso ancora trovare quel bagliore .

Quella scintilla che abita da sempre sotto ogni mio volto e nome , quella scintilla che è l’unico frammento che ho della mia vita , l’unica e levigata scheggia che fa di me vita .

Perché , a volte , è solo una memoria talmente distante da sembrarti mai posseduta veramente , ad esser capace di ridarti la sorprendente vicinanza della tua esistenza , di quel fiato che più non credevi possibile trovare nei tuoi polmoni .

A volte è solo bussando alla porta della lontananza che nascondi in te , o che tieni imbavagliata sotto i pietosi e amari inganni del tuo sguardo assente , a rivelarti il segreto del tuo cercare senza mai trovare .

Ed io , scavando sotto la dura crosta dei giorni senza vento , sotto l’oscuro respiro senza cielo di tutti i miei anni , dentro le polverose tasche del bambino che ero , ho trovato la mia fiamma dalla brace color tramonto , ho trovato me .

Dopo tutto questo tempo , dopo tutto il dolore patito nel silenzio di un applauso , o l’inerte disincanto di un sorriso comprato , mi sono ricordato dell’unico riflesso che mancava negli occhi degli altri , mi sono ricordato di me .

Sì , ero una memoria gettata via con noncuranza , senza rimpianti , come un sogno che sai essere inutile prima ancora di svegliarti , come un fiume dalle troppe correnti che l’oceano smarrisce alle sue spalle nel volgere di un onda , come uno stinto giornale .

Gettato via .

Da qualche parte .

In un posto che non ha dimensione o cifra  , misura od età , sapore o profumo .

Dove tutto è perso quando credi di poter scrollare le tue ali in ogni nido del mondo , quando credi che le tue gambe sappiano farti correre ovunque e comunque , senza respiro e senza meta .

Ed invece non ti sei accorto che non hai mai nemmeno camminato , perché da sempre sei al solito posto e al solito tempo , perché da sempre è stata soltanto la tua ombra a muoversi , attorno a te , e solo e soltanto grazie al sole .

Ma è anche un posto che ha la magia e lo stupore dell’istante , perché è il luogo dove tutto è ritrovato , dove tutto è scoperto o creato come alla nascita del primo cielo , dove la distanza è annullata dalla parola più vera che hai di te , se riesci ad avere un emozione che sappia abbracciare la lontananza .

Ed adesso è così .

Perché adesso ricordo .

E dunque quella emozione senza numero o parola sono ancora io .

Sì , io .

Perché non sono mai stato un involucro ricolmo di tossine e abbandono , rinchiuso dall’inutilità e dall’effimero in una stanza d’albergo , con l’unica , vuota , amicizia di un televisore che mette ovatta profumata dove dovrebbe esserci spazio .

Dove dovrebbe esserci risveglio .

Perché sono ancora un volo che non sa perdersi nelle pozzanghere .

Perché sono ancora io quella rondine che si addormenta nel sogno dell’infinito , lasciando che il vento bagni di orizzonti e richiami di purezza il mio canto senza musica , il mio battito che risuona dove nascono le sorgenti della primavera .

E in me c’è un bambino .

C’è un bambino  che corre e gioca senza avere l’ombra della paura sul volto